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Da sabato 4 marzo a domenica 14 maggio: per un teatro dei ragazzi e delle ragazze a San Cesario di Lecce

Da sabato 4 marzo a domenica 14 maggio nella Distilleria De Giorgi di San Cesario di Lecce il progetto Teatri a Sud, ideato e promosso dalla compagnia salentina Astràgali Teatro con il sostegno di Ministero della CulturaRegione Puglia e Comune di San Cesario di Lecce, ospita la rassegna “Per un teatro dei ragazzi e delle ragazze“. Si parte sabato 4 e domenica 5 marzo con “Le stagioni in città” di Astràgali Teatro con Roberta QuartaSimonetta RotundoMatteo MeleCosimo GuariniGiovanna Kapodistria per la regia di Fabio Tolledi. La rassegna proseguirà con “Il pesciolino d’oro” della compagnia calabrese Porta Cenere con Mirko Iacquinta e Elisa Ianni Palarchio per la regia di Nat Filice (12 marzo), “Bartolomeo e Cioppina” di Diaghilev con Deianira Dragone e Carmine Basile (domenica 2 aprile), “I musicanti: quattro amici in viaggio“, racconto d’attore dalla favola dei Fratelli Grimm con ombre, muppet e tante altre sorprese del Teatro Le Giravolte con Francesco Ferramosca e Amelia Sielo (domenica 23 aprile), “Bella” del Teatro le Forche, liberamente ispirato alla storia “La Penta mano-mozza” de “Lu Cunto De Li Cunti” di Gianbattista Basile con Giancarlo Luce e Cilla Palazzo e burattini e baracca di Mariella Putignano (domenica 7 maggio) e “Ri-Fiuto” di Terrammare Teatro con Carlo Pagliula, Maria Civilla, Marilù Marzio per la regia di Silvia Civilla (domenica 14 maggio). Sipario ore 17:30. Ingresso 3 euro.  Info e prenotazioni 3892105991 – teatro@astragali.org – www.astragali.it.
 
“Aveva un occhio poco adatto alla vita di città”. Così Italo Calvino descrive il protagonista, stralunato e malinconico, del suo romanzo Marcovaldo, pubblicato da Einaudi nel 1963 e ormai divenuto un classico nella letteratura per ragazzi. E intorno alla vita di Marcovaldo e della sua famiglia ruota “Le stagioni in città”, il nuovo spettacolo di Astràgali Teatro che aprirà la rassegna sabato 4 e domenica 5 marzo (ore 17:30 – ingresso 3 euro). Con quattro figli pestiferi e un lavoro in fabbrica, Marcovaldo è un bambino cresciuto che mal si adatta all’immediato orizzonte di una città fatta di “cemento e asfalto”. Sulla sua bicicletta a motore e “il naso per aria” cerca disperatamente di recuperare un rapporto con la natura, mettendo in atto maldestre strategie per trovare angoli di paradiso naturale tra le strade della metropoli. Marcovaldo per Calvino, nasce dalla sfida di utilizzare la forma del racconto breve per affrontare temi importanti, come il delicato passaggio dalla società contadina a quella industriale e il nostro rapporto, spesso difficile, con la natura. Allo stesso modo la messa in scena di Astràgali Teatro, per la regia di Fabio Tolledi, attraverso episodi che si rincorrono uno dopo l’altro, come una striscia a fumetti o un esilarante slapstick restituisce tutta la limpidezza di questo romanzo straordinario, non rinunciando, al contempo, ad una riflessione critica sulla società dei consumi. Insieme ad Astràgali il viaggio in città di Marcovaldo si trasforma in un percorso singolare dove anche le cose più banali e normali assumono una piega bizzarra e inaspettata. Ecco allora che uno sbuffo di vento o la luce al neon di un ‘insegna pubblicitaria divengono espedienti di un modo non scontato e forse più profondo di guardare al mondo. L’ingenuità di Marcovaldo, bambino cresciuto e perennemente fuori luogo, è la sua capacità di resistere nonostante tutto, nel disperato tentativo di recuperare un rapporto con una natura meravigliosa e forse irrimediabilmente perduta.

Domenica 12 marzo (ore 17:30 – ingresso 3 euro) la compagnia calabrese Porta Cenere presenta “Il pesciolino d’oro” con Mirko Iacquinta ed Elisa Ianni Palarchio per la regia di Nat Filice. Lo spettacolo racconta la curiosa avventura di un povero pescatore che si trova a pescare nella sua rete un pesciolino magico, il quale per ringraziarlo di averlo liberato, gli concede la possibilità di chiedergli qualunque desiderio. Il pescatore, contento di ciò che ha rifiuta di possedere più del dovuto, mentre la sorella lo esorta a ritornare dal pesciolino d’oro a chiedere sempre di più. Ma alla fine quando le richieste della sorella diventano eccessive, tutto ritorna come all’inizio. Nel solco della classica parabola che recita così: “chi troppo in alto va cade sovente, precipitevolissimevolmente”. Lo spettacolo prevede l’uso di tecnologie visive di ultima generazione con videomapping che creano una esperienza immersiva e interattiva rendendo i ragazzi parte della storia.

Domenica 2 aprile (ore 17:30 – ingresso 3 euro) appuntamento con “Bartolomeo e Cioppina” della compagnia barese Diaghilev. Deianira Dragone, ovvero Cioppina, e Carmine Basile, Bartolomeo, iniziano a lavorare a questo progetto nel 1999. Da allora lo portano in giro nelle piazze, nelle scuole e nei teatri. Gli spettatori incontreranno il grande giocoliere equilibrista Bartolomeo, un clown bianco esigente e raffinato che desidera mostrare al pubblico le sue abilità, ma che sarà ostacolato in continuazione dai pasticci della sua giovane assistente Cioppina, un clown rosso frizzante e poetico. Lo spettacolo oltre ad essere una dimostrazione di abilità nelle arti circensi (i due si cimentano con palle, birilli, monociclo, sfera di equilibrio, etc.), è una ricerca nel delicato mondo del clown, con le sue conquiste, i suoi errori e la sua instancabile voglia di giocare. In un susseguirsi di gag e situazioni bizzarre gli spettatori saranno travolti dall’umorismo e dalla simpatia dei protagonisti.

Domenica 23 aprile (ore 17:30 – ingresso 3 euro) in scena “I musicanti: quattro amici in viaggio“, racconto d’attore dalla favola dei Fratelli Grimm con ombre, muppet e tante altre sorprese del Teatro Le Giravolte con Francesco Ferramosca e Amelia Sielo. Lo spettacolo narra l’avventura di un asino, un cane, un gatto e un gallo che, poiché vecchi, vengono abbandonati dai loro padroni. Mentre vagano per strada si incontrano e scoprono che sono dei bravi musicisti. Decidono di andare a suonare nella banda della città di Brema. Cammin facendo vedono una casa e tentano di entrare per riposare. All’interno ci sono i briganti che banchettano e progettano qualche marachella. I nostri studiano un piano per spaventarli e farli scappare, e credo che i briganti stiano ancora correndo, mentre i nostri amici sono ancora lì che, tutti insieme, ridono, mangiano e cantano.

Domenica 7 maggio (ore 17:30 – ingresso 3 euro) spazio a “Bella” del Teatro le Forche, liberamente ispirato alla storia “La Penta mano-mozza” de “Lu Cunto De Li Cunti” di Gianbattista Basile con Giancarlo Luce (che firma la regia) e Cilla Palazzo, burattini e baracca di Mariella Putignano e musiche di Antonello Tannoia. Il Re di Pietrasecca, decide di sposare sua sorella Bella per via delle sue belle mani, ma questa si rifiuta categoricamente e per punirlo se le taglia e gliele consegna. Il Re, infuriato, la punisce facendola buttare in mare, chiusa in una cassa. Bella peregrinerà a lungo, incontrando ostacoli e impedimenti e, sempre fedele a se stessa, alla fine riconquisterà la perduta felicità. Questa fiaba insegna a credere in se stessi, nei propri principi, senza lasciarsi traviare; a ritenere la libertà il valore più alto dell’umanità, anche se a volte può costare caro. La tecnica rappresentativa scelta è quella del teatro dei burattini, attraverso i loro tratti somatici fortemente connotati, il carattere e gli stati d’animo di cui ogni personaggio è portatore.

Domenica 14 maggio (ore 17:30 – ingresso 3 euro) “Per un teatro dei ragazzi e delle ragazze” si concluderà con “Ri-Fiuto” di Terrammare Teatro con Carlo Pagliula, Maria Civilla, Marilù Marzio per la regia di Silvia Civilla. Siamo in un futuro non molto lontano: una nonna racconta alla sua nipotina la storia di tre amici nati con un dono speciale, un fiuto incredibilmente fuori dalla norma. Grazie a questo anomalo “difetto”, i tre decisero di improvvisarsi super eroi metropolitani, per difendere la loro città – e magari il mondo intero – dall’invasione di rifiuti abbandonati nelle campagne, e per sensibilizzare l’umanità tutta sulla necessità di una coscienza in grado di valorizzare e tutelare il nostro povero, bellissimo eppure maltrattato pianeta Terra. La loro storia aveva un solo obiettivo, che chi l’avesse ascoltata ne uscisse cambiato.