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Il cactus di Aurelia Cipollini e Francesco Tozzi per Nella città venni al tempo del disordine a San Cesario di Lecce

Sabato 30 ottobre alle 18 (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria – 3892105991 – teatro@astragali.org) alla Distilleria De Giorgi di San Cesario di Lecce, con la restituzione dei primi materiali dello spettacolo Il cactus di Aurelia Cipollini Francesco Tozzi prosegue la seconda edizione di “Nella città venni al tempo del disordine“. Il progetto della compagnia Astràgali Teatro, finanziato da Artisti nei territori del Ministero della cultura e Regione Puglia, attraverso residenze, momenti di presentazione e dimostrazione di lavoro, spettacoli intende sperimentare un’azione di condivisione di ricerche e pratiche artistiche che nascono dalla riflessione sul ruolo del teatro sociale e di comunità, con una particolare declinazione verso il teatro di impegno civile. “Il cactus” è il primo frutto della residenza artistica “La figlia di Babbo Natale” dell’attrice e operatrice culturale marchigiana e dell’attore, drammaturgo e regista toscano che hanno lavorato per due settimane nelle sale della Distilleria De Giorgi. 
 
Cos’è che ci fa vergognare davvero? Qual è l’argomento che non vorremmo mai discutere? In fondo, la conquista alla quale l’uomo ha sempre atteso, è quella della felicità. E da 70 anni a questa parte detta ricerca (sempre più somigliante a quella del Graal) pare passare per il divertimento, per lo svago. Di qui gli eccessi, gli abusi, la schiavitù emotiva, frutto di un mondo che pare vivere e vibrare solo nel momento della scelta, al di fuori della quale c’è solo frustrazione, delusione e noia. La dipendenza come certezza, dicevamo: una certezza che è tale proprio in virtù del suo costante rinnovamento, del suo pedissequo rinascere dalle ceneri del quotidiano: c’è il costante bisogno di scegliere, dire si o no, e quindi acquistare e buttare, per poi ripetere l’esercizio finché morte non ci separi. Sul piatto mettiamo la nostra identità e la nostra autonomia, assieme a qualche alibi che ci mette apparentemente al riparo dai rimorsi, ma che in realtà non fa altro che impedirci di prendere in mano davvero le nostre vite. In uno scenario dove il tempo non è lineare ma discontinuo, frettoloso, polverizzato in un continuo qui e ora la figlia di Babbo Natale vuol fare teatralmente capolino nelle pieghe della nostra realtà di tutti i giorni.

Attrice e operatrice culturale, nata ad Ascoli Piceno nel 1992 e ora residente a Lecce, Aurelia Cipollini si diploma alla Scuola di Teatro Alessandra Galante Garrone di Bologna nel 2014. Finiti gli studi, inizia a lavorare con diverse compagnie teatrali quali “ChièdiScena”; “Nahia” nonché registi come Chiara Guidi e Romeo Castellucci. Nel periodo di vita bolognese ha collaborato come attrice con il Teatro Duse, con la compagnia Nahia, con la quale è chiamata dall’Ambasciata Italiana in Arabia Saudita per presentare lo spettacolo “Matrimonio all’italiana”. Coltiva la dote canora studiando e collaborando con diversi musicisti alla creazione di spettacoli musico teatrali: nel 2017 debutta con lo spettacolo “Io ti cielo – Frida Kahlo” in veste di attrice e regista, in tournée in tutta Italia. È vincitrice del premio Gino Cervi 2017, aggiudicandosi il primo posto e finalista al Premio Hystrio nello stesso anno. Nel 2018 va in scena con “Metamorfosi”, regia di Matteo Tarasco. Nel 2019 debutta con “Vecchi Tempi” regia di P. Sepe. Partecipa al cortometraggio “Guasto” di Paola Crescenzo (Passo Uno produzioni). Nello stesso anno è chiamata dall’Ambasciata italiana in Albania per “XIX Settimana della lingua italiana nel mondo”. Dal 2017 opera nel territorio leccese promuovendo progetti culturali con diverse associazioni. Decennale attività nel campo educativo lavorando con bambini di diverse età. È ideatrice de “L’Arcolaio”, un progetto di studio e rivalutazione della cultura orale (narrazioni, racconti, fiabe, canti, miti) attraverso eventi, laboratori, spettacoli e del progetto nazionale “IDA – Itinerari D’Ascolto” e del Festival Itinerante EPPOI Festival (Quartiere San Pio, Lecce).

 
Francesco Tozzi è un attore, drammaturgo e regista toscano. Dopo l’esame di maturità, fugge con la compagnia del Teatro Stabile di Grosseto con la quale resta tre anni. Si trasferisce a Bologna, dove frequenta i corsi della Scuola di Teatro “Alessandra Galante Garrone”. Bob Wilson lo seleziona per un lavoro su Macbeth di Giuseppe Verdi, ma lui rifiuta e fonda, assieme a due suoi ex compagni di classe, la compagnia “Per Ecuba Teatro”, dove mette in scena le sue prime drammaturgie originali, oltre a testi di Marinetti e Antonio Moresco. Fondamentale quindi, l’incontro con Andrea Battistini. Con la sua compagnia recita, scrive e tiene laboratori nelle scuole, lavorando nel frattempo in allestimenti diretti da Michele Di Mauro, Angela Malfitano, Maurizio Palladino e Massimo Somaglino. La sua prima regia “vera” (come la definisce lui) è del 2014 (“La Pace” da Aristofane) seguita da “Spettri” (2015). Nel 2019 frequenta il corso di alta formazione in drammaturgia presso il Teatro 2 di Parma, è finalista del bando Radar promosso da ERT con Rimini e vincitore del premio Mara Chiarini per il teatro per il suo monologo Rave Rabbit e del Premio come miglior attore non protagonista al Plautus Festival di Sarsina (FC).

Nella città venni al tempo del disordine” proseguirà con la residenza “Loss – polveri dal mondo” di Ermelinda Bircaj (7/19 novembre). Per “Le vie dei Teatri”, grazie alla collaborazione con analoghi progetti di residenza a Mola di Bari (Diaghilev), Massafra (Teatro delle Forche) e Nardò (Terrammare Teatro), entro dicembre saranno programmati quattro spettacoli nel percorso “Residenze a Teatro”. Nei quattro territori saranno messi in scena “Fimmene!” di Astràgali Teatro, “Se potessi volare” di Terrammare Teatro, “L’occasione” di Diaghilev e “Oedipus Rex” del Teatro Le Forche.

La compagnia Astràgali Teatro nasce nel 1981 a Lecce per fare teatro, per formare attori, per dare vita ad uno spazio di circolazione dei discorsi e delle pratiche. Riconosciuta dal 1985 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come compagnia teatrale d’innovazione, dal 2012 è sede del Centro Italiano dell’International Theatre Institute dell’Unesco ed è membro dell’Anna Lindh Euro-Mediterranean Foundation for the Dialogue between Cultures. Ha realizzato progetti artistici, spettacoli, attività in circa 30 paesi in tutto il mondo. Nel corso di questi anni numerosi spettacoli hanno trovato casa in molti luoghi si grande interesse culturale in Italia e all’estero, anche in siti patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Per celebrare i 40 anni della compagnia nasce “Teatri a sud”, progetto sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Puglia – Custodiamo la cultura in Puglia 2021 – Soggetti FUS, che fino a dicembre (tra la sede di Astràgali e il Teatro Paisiello a Lecce e la Distilleria De Giorgi a San Cesario di Lecce) proporrà spettacoli, laboratori, concerti, seminari, una sezione per il teatro ragazzi e la quarta edizione del Premio Teatrale Marcello Primiceri, dedicato alla memoria del fondatore della compagnia, regista e giornalista, prematuramente scomparso nel 1987 in un incidente stradale.