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La storia del CSI di Lecce di Giovanni Camerino presentata venerdì 25 giugno in Piazza Duomo

Venerdì 25 giugno, alle ora 19,30, nel chiostro del Seminario di Piazza Duomo a Lecce, sarà presentato il volume di Giovanni Camerino “Un giovane vecchio amico” la storia del CSI di Lecce e della sua provincia dalla fondazione (1944) ai nostri giorni. Edizioni Grifo. Interverranno : Giovanni Camerino, autore; Vittorio Bosio, Presidente Nazionale CSI; Carlo Salvemini, Sindaco di Lecce; Mons. Michele Seccia, Arcivescovo Metropolita di Lecce. Modera Marco Calogiuri, Presidente CSI di Lecce.

Wojtek Pankiewicz, già commissario provinciale del CSI di Lecce ha dichiarato :

“Giovanni Camerino, già dirigente nell’Enel di Puglia, il quale, sebbene in pensione , continua a occuparsi di formazione del personale, Maestro del Lavoro e Cavaliere della Repubblica, grande appassionato di sport e di ricerca storica, attualmente Vice Presidente Vicario del CSI della Provincia di Lecce è alla sua prima esperienza editoriale. Ma il risultato del suo lavoro di ricerca è eccellente. Innanzitutto traspare il suo grande amore per l’associazione, ma il racconto di tanti fatti ed eventi con assoluto rigore scientifico e con tanta ricchezza di particolari, colti sempre in parallelo con  gli avvenimenti storici del contesto sociale nazionale, raccontano in modo incisivo e appassionante la storia del CSI di Lecce dalla nascita, nel 1945, fino ai nostri giorni.

Quanta emozione per me leggere queste pagine, avendo partecipato alla vita del CSI e avendolo sempre sostenuto quale dirigente dell’Azione Cattolica. Un grazie sincero e sentito all’autore per questa sua bella opera e per avermi voluto dedicare, a pag. 55 del volume, un intero paragrafo.

Nel 2019 è ricorso il settantacinquesimo anniversario dalla fondazione, che risale al 1944, su iniziativa della Gioventù Italiana di Azione Cattolica. Idealmente si voleva proseguire l’esperienza della FASCI (Federazione delle Associazioni Sportive Cattoliche Italiane), creata nel 1906 dall’Azione Cattolica Italiana e sciolta nel 1927 dal regime fascista.

Oltre un secolo di storia, durante il quale la pratica sportiva si è trasformata da fenomeno di èlite a fenomeno di massa. In tutti questi anni un impegno costante, una ragione di fondo semplice quanto delicatamente gravosa: sostenere uno sport che vada incontro all’uomo.

ll Centro Sportivo Italiano è dunque la più antica associazione polisportiva attiva in Italia. Successivamente allo scioglimento di tutte le associazioni e organizzazioni politicamente “laiche”, le varie attività di rilevanza sociale e di massa, ivi comprese quelle sportive, passarono sotto la gestione e i programmi del Partito Nazionale Fascista e degli organi di governo locali e nazionali, senza più possibilità di vita democratica e libera iniziativa.

La fondazione del Centro Sportivo Italiano avvenne ad opera di  un medico torinese nato nel 1902, il Cav. Luigi Gedda, professore di genetica medica a “La Sapienza” di Roma, straordinaria personalità per le sue qualità etiche, scientifiche, umane, culturali e religiose, spese la sua vita tra la fede e l’impegno scientifico, sociale e politico. 

Il 5 gennaio 1944, alla vigilia della Liberazione di Roma dalle truppe tedesche, la Direzione generale dell’Azione Cattolica approvò la proposta del  prof. Luigi Gedda, di intraprendere la costituzione di un organismo specializzato per lo sport, con la denominazione di Centro Sportivo Italiano (C.S.I.).

Pur dichiarandosi quale prosecuzione ideale della FASCI, la stessa nuova denominazione, nei confronti della precedente, voleva indicare una precisa apertura apostolica verso tutta la gioventù italiana e non più limitarsi alle sole associazioni sportive cattoliche.

Nella primavera una apposita commissione, insediata dalla Presidenza centrale dell’Azione Cattolica, redige una bozza di statuto e di regolamento organico. Nell’autunno del 1944 viene approvato il primo Statuto del CSI, che pone a fondamento dell’azione associativa il fine di “sviluppare le attività sportive ed agonistiche guardando ad esse con spirito cristiano, e cioè come ad un valido mezzo di salvaguardia morale e di perfezionamento psicofisico dell’individuo“: questo sport dalla forte valenza educativa va esteso al “maggior numero possibile di individui“. È il principio cardine dell’Associazione: il CSI è promosso da cristiani, ma è aperto a tutti e collabora con quanti si impegnano per uno sport a servizio dell’uomo.”