Territorio

Puglia finalmente bianca: addio al coprifuoco ma l’attenzione resta alta

L’ufficialità è arrivata con le parole del ministro Roberto Speranza: da lunedì 14 giugno la Puglia è in zona bianca. Una decisione che trova riscontro nei dati: da queste parti l’incidenza dei contagi ogni 100mila abitanti è scesa quota 23.

“L’annunciato ingresso della Puglia in zona bianca non deve far perdere di vista i comportamenti virtuosi da tenere, come indossare la mascherina, mantenere il distanziamento sociale e l’igiene delle mani. Il vaccino farà da argine a nuove fiammate della pandemia, ma il virus continua a circolare e occorre ancora fare attenzione per non vanificare gli sforzi fatti”, ha dichiarato Lopalco, assessore regionale alla Sanità.

ECCO COSA SI PUO’ FARE:

in zona bianca ci si può spostare senza limiti di orario, verso tutto il territorio nazionale, se lo spostamento avviene per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute, oppure se si è in possesso di una ‘certificazione verde Covid-19’ valida.

Si può anche entrare nelle zone gialle.

Si può far visita a parenti o amici, restando all’interno della stessa zona, senza limiti di orario o nel numero di persone che si spostano. Le visite nell’arco della stessa giornata in altre zone devono concludersi facendo rientro alla propria abitazione entro le ore 24.00.

Si può sempre fare rientro alla propria seconda casa, se situata in zona bianca o gialla. Dalle zone bianca e gialla si può fare rientro alla propria seconda casa situata in zona arancione o rossa, se si può dimostrare di avere avuto titolo per recarsi nello stesso immobile prima del 14 gennaio 2021 o se si è in possesso di una ‘certificazione verde Covid-19’.

È possibile usare l’automobile con persone non conviventi, purché siano rispettate le seguenti misure di precauzione: presenza del solo guidatore nella parte anteriore della vettura e di due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori, con obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina.

Aperti anche alla sera e al chiuso, senza limiti orari, i ristoranti e le altre attività di ristorazione. Al chiuso si potrà stare in sei al tavolo, all’aperto non ci saranno limiti. Si deve sempre osservare il distanziamento interpersonale e bisogna indossare la mascherina quando ci si sposta all’interno del locale. Sono consentite senza restrizioni anche la vendita con asporto di cibi e bevande e la consegna a domicilio.

Shopping ammesso al weekend nei centri commerciali. Non ci sono più regole che implicano la chiusura di certi negozi nei centri commerciali il sabato e la domenica o nei giorni festivi e prefestivi.

Palestre e piscine al chiuso sono aperte già dal 1° giugno. Riaprono poi anchepiscine termali, centri natatori e centri benessere e termali. Così come i parchi a tema, le sale gioco, i bingo e i casinò.

Via libera ai banchetti di nozze senza limiti numerici per le cerimonie. Gli ospiti dovranno però essere in possesso del ‘green pass’ che si ottiene una volta completato il ciclo vaccinale. Con l’ultimo decreto, ci sono anche altri modi per avere la certificazione verde. La si ottiene a 15 giorni dalla somministrazione della prima dose o con un certificato di avvenuta guarigione dal Covid-19 (che dura sei mesi). Se non si hanno questi documenti, serve un referto con risultato negativo di un tampone eseguito nelle 48 ore precedenti l’evento. Il green pass ha una validità di 9 mesi per chi ha completato il ciclo vaccinale.

Finalmente potranno riaprire anche le discoteche, ma non per ballare. Verranno, invece, utilizzate per servire apertivi, cene e cocktail.
Per ballare in discoteca, invece, il Governo sta decidendo il da farsi. Le ipotesi, per ora, riguardano le riaperture da luglio con green pass e il mantenimento della mascherina almeno in una prima fase, escludendo il momento del ballo.