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2 giugno, festa della Repubblica. Mattarella: “Servono responsabilità, unità e coesione”

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2 giugno, festa della Repubblica. Mattarella: “Servono responsabilità, unità e coesione”
giugno 02
09:56 2020

La ricorrenza nazionale del 2 giugno ricorda la nascita della moderna nazione italiana, l’atto fondativo della Repubblica e la conclusione della monarchia, un nuovo capitolo per l’Italia che da quel momento è stato destinato a durare. Il 2 e 3 giugno del 1946, infatti, gli italiani furono chiamati a votare, tramite un referendum istituzionale, per poter scegliere quale forma di stato dare al Paese appena uscito dalla Seconda Guerra mondiale. Si trattò della prima votazione a suffragio universale indetta in Italia.

Come andò è storia: con 12.718.641 voti (contro 10.718.502 favorevoli alla monarchia e 1.498.136 schede nulle o bianche) si sancì la nascita della Repubblica Italiana dopo più di 80 anni di governo da parte dei Savoia. Il re partì in esilio in Portogallo.

In questa giornata così speciale, il capo dello Stato è solito tenere un discorso che oggi si traduce anche in un discorso di fine pandemia, un periodo che ha visto l’Italia e il resto del mondo affrontare una crisi mai vista prima: “L’eccezionalità della situazione ha determinato difficoltà mai sperimentate nella storia della Repubblica, ponendo a tutti i livelli di governo una continua domanda di unità, responsabilità e coesione – ha dichiarato quindi Sergio Mattarella nel tradizionale discorso del 2 giugno – La ricorrenza del 2 giugno coincide quest’anno con un momento particolarmente difficile per il Paese, che si avvia alla ripresa dopo la fase più drammatica dell’emergenza sanitaria da Covid-19″.

In tarda mattinata, infatti, il presidente sarà a Codogno, dove il 20 febbraio cominciò l’emergenza coronavirus in Italia diventando zona rossa.

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