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Confcommercio, Maurizio Maglio: “Il futuro è nelle nostre scelte”

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Confcommercio, Maurizio Maglio: “Il futuro è nelle nostre scelte”
febbraio 18
09:59 2020

Ad un anno dall’insediamento della nuova giunta provinciale di Confcommercio Imprese per l’Italia, che mi onoro di presiedere, vorrei condividere con tutti voi i nostri piccoli successi, ma soprattutto le nostre ambizioni per la crescita di questo territorio per il bene comune.

Ci apprestiamo ad iniziare un nuovo anno di lavoro e una riflessione è doverosa sul futuro che vogliamo.

TRASPORTI:

La nostra regione sconta una arretratezza sui servizi di trasposto pubblici . Basti pensare alle ferrovie sud-est.
Sono più di dieci anni che sento parlare di una trasformazione in metropolitana di superfice, ma nulla è accaduto. Il tempo passa, le nuove generazioni si formano, studiano, emigrano.

Siamo ancora con il binario unico, con treni a gasolio: per andare da Gallipoli a Lecce si scende a Zollino per il cambio vettura. Arrivare dalla provincia all’aeroporto si può solo con auto private, lo stesso vale per Trenitalia da Lecce. In quest’anno appena concluso abbiamo portato avanti una battaglia insieme con tutte le parti sociali della provincia, per lo sblocco dei lavori per l’ammodernamento della 275 Maglie-Santa Maria di Leuca, opera di interesse pubblico, per la sicurezza dei cittadini, arteria importantissima per lo sviluppo del territorio. Da oltre venti anni stiamo aspettando la realizzazione di quest’opera che per ostacoli perlopiù determinati da scelte dettate da interessi di parte e da una mancanza di coordinamento tra tutte le istituzioni coinvolte, non è stata ancora compiuta.

Abbiamo riportato questi problemi nella sede naturale competente la Camera di Commercio di Lecce, sì, perché la CCIAA dovrà nei prossimi anni diventare sempre più il centro decisionale delle politiche di sviluppo di questo territorio.

TURISMO:

Non si può fare turismo senza infrastrutture!

Negli ultimi anni la Puglia è stata meta sempre più di turisti provenienti da più parti del mondo. I flussi turistici sono quadruplicati, grazie anche a nuovi collegamenti aerei. L’impegno degli operatori privati del turismo è stato lodevole, ma spesso non supportato dalle istituzioni chiamate ad una programmazione seria e competente. Oggi siamo ancora a chiederci che turismo vogliamo per la Puglia? Quale turismo per il Salento? E’ ora di dare una risposta a questa domanda. Tanto si è fatto dagli anni ottanta ad oggi ma i progressi rappresentano un piccolo risultato considerato la forte concorrenza di mercati in crescita e dell’offerta turistica in genere. E’ necessaria una riflessione seria con tutti gli operatori del settore che porti a una programmazione ventennale a 360 gradi.

Il nostro modello di sviluppo del comparto turistico può e deve coinvolgere tutti coloro che a vario titolo operano nella provincia. Ciò significa che bisogna progettare un nuovo modo di fare turismo che coinvolga l’intero territorio. Bisogna pensare al turismo come un elemento dello sviluppo globale del territorio. Un programma di sviluppo dell’intera filiera in cui alla realizzazione e crescita di servizi e infrastrutture, collegamenti e logistica si affianchino tutti gli altri operatori economici: ristoratori, balneari, pubblici esercizi, negozi di vicinato, supermercati, artigiani, arte, mare, cultura, musei, mestieri, saperi, etc.

Tutti quanti dobbiamo concorrere al nuovo turismo del Salento intercettando e anticipando l’evoluzione del gusto e dei bisogni del mercato creando un offerta innovativa.

Iniziamo a rispettare l’ambiente e il territorio!

La cartolina del Salento è sbiadita da mucchi di rifiuti lasciati per le strade, nelle campagne, sulle piazzole di sosta, questo scenario è insopportabile per un territorio che vuole fare accoglienza. Siamo noi residenti che abbandoniamo i rifiuti per strada salvo poi ad andare in piazza per protestare in nome dell’ambiente. Prendere coscienza del grave danno che facciamo a noi stessi e ai nostri figli quando lanciamo dal finestrino dell’auto anche un semplice fazzoletto di carta, dobbiamo insegnare ai nostri figli che fuori dalle mura delle nostre case il territorio ci appartiene, è sempre casa nostra.

Il Salento è terra di accoglienza, sfruttiamo questa nostra cultura per coltivarla e innovarla adeguandola alle nuove esigenze. Il Turista è una risorsa da rispettare e coccolare.

Un occhio particolare lo rivolgiamo alla nostra grande risorsa: IL MARE.

Promuovere e sviluppare una crescita sostenibile è determinante per migliorare le attività che fondano la propria esistenza sul mare, come il turismo, i servizi, la pesca, l’acquacoltura, la navigazione, l’estrazione di materie prime e la produzione di energia elettrica. E’ proprio sui mari che green economy e blue economy si incontrano, nell’obbiettivo di promuovere una crescita sostenibile.

Sappiamo che sono una risorsa importante per lo sviluppo economico ma continuiamo a dimenticare che questo porta con sé una doppia sfida: contribuire alla crescita e alla creazione di posti di lavoro e allo stesso tempo assicurare che gli ecosistemi marini rimangano o diventino sani, per essere così in grado di offrire i loro benefici anche in futuro. Se la protezione del mare fallisce, non solo miniamo il potenziale economico dell’economia blu, ma minacciamo anche i servizi che i nostri mari forniscono, come la regolazione climatica, la fornitura di fonti di energia rinnovabile e l’importante contributo alla biodiversità terrestre.

Noi tutti dobbiamo diventare LE VERE SENTINELLE DEL MARE!

Le sentinelle del mare è anche il titolo di un progetto fortemente voluto da questa Giunta Provinciale, che è già partito lo scorso anno e che coinvolge turisti e appassionati del mare nell’attività di monitoraggio, che ha visto coinvolte le marine salentine di Alimini, PescOluse e Torre Pizzo, della biodiversità e dello stato di salute dei nostri mari.

SVILUPPO INDUSTRIALE

Per il nostro territorio dove buona parte del PIL viene prodotto da un vasto tessuto di piccole e piccolissime imprese serve un maggior impegno governativo in termini di sburocratizzazione e semplificazione, la burocrazia blocca lo sviluppo, rallenta gli investimenti, non crea nuovi posti di lavoro. In questi giorni ho sentito una proposta di creazione di una agenzia per lo sviluppo del sud, una sorta di Iri a capitale pubblico. Nel 2020 non si può pensare ancora a modelli di sviluppo che servivano alle esigenze di 80 anni fa, ora servono politiche snelle, il mondo corre, le esigenze cambiano e i mercati si evolvono.

Proprio per questo motivo credo che ci sia più bisogno di agenzie a capitale privato in concorrenza tra di loro, che sulla base dei risultati ottenuti per l’internazionalizzazione delle imprese (per esempio) percepiscano contributi pubblici.

Per attuare questo processo bisogna partire dalle Aziende che compongono il panorama produttivo del Salento e della Puglia. Conoscere le loro organizzazioni, le potenzialità, e soprattutto la capacità e la qualità produttiva, ciò è la base di partenza per attuare un nuovo processo di internazionalizzazione.

Quante imprese sono già strutturate per i mercati mondiali e quante non lo sono?

Quelle non pronte occorrerà accompagnarle nella formazione e nella crescita affinché siano preparate ad affrontare i mercati esteri.

Le fiere internazionali sono sempre più, dei grandi contenitori spersonalizzati, dove transitano buyers ed operatori di tutte le tipologie e fasce di mercati.

Il futuro dell’internazionalizzazione passerà nei prossimi anni nella capacità di effettuare un incoming attento e studiato per i tutti i settori per i quali si vuole incidere.

L’incoming di operatori e bayers esteri rappresenta un nuovo modo di fare internazionalizzazione, perché riuscirà a coniugare la presenza del partner estero direttamente nelle Aziende (toccando con mano le professionalità e le eccellenze) i luoghi e i paesaggi dove operano le stesse, unici e irripetibili.

Questo consentirà con un solo investimento a coniugare due aspetti: far conoscere le Aziende Pugliesi ma nello stesso tempo far conoscere una regione come la Puglia di una bellezza e di un fascino unico al mondo.

Per fare tutto questo abbiamo bisogno di professionisti del commercio estero, è importante selezionare Agenzie private di export alle quali affidare la formazione delle imprese e la selezione degli operatori stranieri. Le agenzie riceveranno i finanziamenti in funzione dei risultati ottenuti (es. numero di aziende formate, nr. incontri con operatori, nr. contratti conclusi, etc etc), E’ fondamentale inserire sempre nell’incoming uno o due giornalisti o Tv più rappresentative del paese per rafforzare sia il marketing territoriale che potrà essere una leva per nuovi flussi turistici nella regione, sia per il sistema delle imprese.

L’ università e le scuole tecniche saranno nei prossimi anni fondamentali allo sviluppo del territorio: La carenza di figure professionali per il mercato del lavoro è un gap da colmare al più presto, per questo auspichiamo sempre più maggiore sinergia e collaborazione con il mondo della formazione professionale.

Infine una considerazione sui negozi di vicinato. In questi mesi ho sentito sciorinare statistiche più o meno catastrofiche sullo stato di salute del commercio.

Dopo l’avvento degli ipermercati, centri commerciali, grandi strutture, assistiamo ad una trasformazione dei consumi non più basata sulla relazione diretta tra chi vende e chi compra ma tra un click e l’oggetto acquistato. Sicuramente questo è il segno dei tempi, ma io sono fiducioso che le nostre città non rimarranno al buio e non assisteremo alla desertificazione dei centri urbani.

Sono convinto invece, che con la consapevolezza da parte di tutti i consumatori che comprare nella propria città è un gesto di appartenenza ad una community, potrebbe creare un nuovo modello di sviluppo.

Non possiamo arrestare il processo di globalizzazione, ma possiamo pensare ad una nuova economia basata sul ritorno alla relazione diretta. Questo comporta una capacità da parte degli operatori dei negozi di prossimità a specializzarsi, a diversificare l’offerta, a scoprire produzioni locali, diventare Consulenti di vendita, essere gli ambasciatori del proprio territorio in tutti i settori merceologici.

Ad esempio: Perché un negozio di alimentari di prossimità deve offrire oli di oliva toscani o del Garda così come li offre la grande distribuzione organizzata?

Che vantaggio avrebbe il consumatore a comprare in un negozio di Vicinato?

Proporre olii pugliesi produzioni di piccoli produttori locali di qualità, significa sviluppo, lavoro, occupazione per il nostro territorio.

Creare un servizio di consegna a domicilio nella propria città che offra a tutti gli operatori commerciali di usufruirne, una vendita on-line che parte dal negozio di vicinato dietro l’angolo a km 0 ad impatto ambientale zero. Si perché le merci non hanno bisogno di percorrere kilometri su kilometri per arrivare nelle nostre case, e i guadagni non sono solo concentrati su poche multinazionali ma sono distribuiti su tanti.

Il ruolo dei negozi di vicinato nel prossimo futuro dovrà riappropriarsi della sua naturale identità di aggregazione sociale di cittadini e non solo di consumatori. Non perdiamo mai di vista che le piccole e medie imprese sono la spina dorsale di questo paese e senza di esse non ci sarebbe occupazione, spesa pubblica e servizi per i cittadini. Le imprese vanno salvaguardate e sostenute.

Confcommercio Imprese per l’Italia dà voce a oltre 750.000 imprese, siamo tanti, siamo ovunque, siamo nella vita di tutti i giorni, insieme contribuiamo per il 40% alla formazione del PIL e per il 47% all’occupazione nel nostro paese, La nostra storia è la storia delle imprese è la storia del nostro territorio.

Il futuro è nelle nostre imprese. Il futuro è insieme.

Maurizio Maglio
Presidente Confcommercio Imprese per L’Italia LECCE

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