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Pronta a partire la Protezione Civile, Guido: attendiamo il via della Regione

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agosto 27
02:38 2016

thumbnail_29472 (1)Volontari e mezzi della Protezione Civile leccese sono pronti a partire per portare il loro contributo sui luoghi del disastro sismico. È l’assessore comunale al ramo, Andrea Guido, a darne notizia.

Attendiamo solo il via da parte dell’Ente Regione per partire – fa sapere Guido – Da Bari, per ora, si sono mosse solo 2 squadre specializzate per il recupero dei dispersi, ma nel caso in cui si decida di far partire la Colonna Mobile Regionale i nostri operativi comunali e le associazioni che collaborano con il mio assessorato sono pronte a unirsi ai soccorsi. Fosse stato per noi saremmo già partiti alla volta dei centri più disastrati ma occorre attendere le indicazioni della Regione e rispettare il coordinamento nazionale. La colonna mobile regionale, struttura di pronto impiego composta da tutte le associazioni che hanno compiti di volontariato di protezione civile, si potrebbe muovere da un momento all’altro. Quello che conta, da parte nostra, è farci trovare pronti con uomini e mezzi. Questa volta ci sarò anche io. Ho deciso infatti di prendere parte in prima persona alle operazioni e portare il mio piccolo contributo. C’è davvero bisogno di una mano da parte di tutti”.

“La scienza che segue i terremoti è ancora troppo giovane per poter fare delle previsioni affidabili – continua Andrea Guido – ma una speranza di prevedibilità per poter dare l’allarme in anticipo potrebbe arrivare dai satelliti. Ma per avere la prima vera e propria rete di strumenti dedicata allo studio dei terremoti occorrerà attendere ancora un anno. La China National Space Administration (Cnsa), la China Earthquake Administration (Cea), l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) stanno mettendo a punto un progetto che prenderà il via ad agosto 2017 con il lancio di un primo satellite a cui ne seguirà un altro nel 2019. Spendiamo tantissimi soldi per la ricerca e sappiamo già da tempo quali sono le aree più a rischio. Forse, con questo progetto – conclude Guido – si potrà arrivare una soluzione definitiva del problema e si potranno scongiurare in futuro tragedie come questa”.

 

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