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Accogliere i migranti? Che Torre Chianca diventi un esempio per tutta Italia

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giugno 15
21:30 2016

Dallo scorso primo Aprile ci siamo ritrovati, nella marina di Torre Chianca, con un residence trasformato all’improvviso in un centro per richiedenti asilo, popolato da numerosi ospiti. Ufficialmente 40 persone, ma di fatto più di 50, provenienti da diversi Paesi del continente africano. Si tratta di un centro previsto dallo SPRAR, secondo le modalità dettate dai capitolati per l’affidamento e la gestione dei centri, pubblicati sul sito ufficiale della Prefettura di Lecce. Leggendo questo testo nel dettaglio, ci sorge il dubbio che alcune delle azioni previste, soprattutto nel punto 9, non siano pienamente rispettate. Nel documento leggiamo infatti che “L’aggiudicatario ha l’obbligo di: promuovere la realizzazione di attività di sensibilizzazione e di informazione al fine di facilitare il dialogo tra i beneficiari e la comunità cittadina; promuovere e sostenere la realizzazione di attività di animazione socio-culturale mediante la partecipazione attiva dei beneficiari; costruire e consolidare la rete territoriale di sostegno al progetto coinvolgendo gli attori locali interessati; promuovere la partecipazione dei beneficiari alla vita associativa e pubblica del territorio, anche in previsione di eventi interamente auto-organizzati”.
Nonostante l’importanza dell’interazione tra ospiti e residenti autoctoni sia ben sottolineata dai capitolati, ci risulta che nessuno, a Torre Chianca, sia mai stato coinvolto in tal senso, tantomeno la nostra associazione. Eppure riteniamo che in questo caso un coinvolgimento risulti indispensabile, affinché si possa prevenire l’insorgenza di fenomeni di intolleranza, dovuti alla scarsa informazione e alla scarsa conoscenza. Inoltre, se ben gestito, questo centro può diventare occasione di riscatto per un quartiere da sempre abbandonato dalle amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo, un luogo in cui i servizi sono totalmente assenti e l’indifferenza delle amministrazioni si legge in ogni pietra, nei buchi dell’asfalto, in una insufficiente sorveglianza del territorio. Torre Chianca è tuttora terra di nessuno!

Anche il servizio di trasporti è talmente carente da diventare inesistente, non solo per gli abitanti, ma anche per gli ospiti stranieri che sono relegati, sostanzialmente, in un ghetto. Abbiamo deciso di dialogare con loro per conoscere lo stato dei fatti, accorgendoci così che alcune prescrizioni del capitolato, stando a quanto ci è stato riferito, non sarebbero rispettate. Diversi interrogativi ci sorgono, a questo punto, in maniera del tutto spontanea: come mai sono stati i cittadini a chiamare il 118 la notte che una ragazza ospite si è sentita male? Come mai sono intervenute le forze dell’ordine per gli schiamazzi notturni? Come mai alcuni cittadini trovano gli ospiti del centro nei loro giardini? Come mai gli ospiti frugano nei cassonetti? Chi sta bene, chi ha assistenza e vede garantiti i servizi basilari, non ha bisogno di ricorrere a queste azioni. Si tratta dunque di una miccia accesa, perché il crescente disagio che vediamo in questi ospiti si unisce al nostro, in qualità di cittadini.

Chiediamo di essere contattati dai responsabili della struttura perché, da quanto sappiamo, essa appartiene alla cooperativa Madre Santina onlus, ma non siamo certi che la gestione attenga allo stesso ente. Chiediamo un piano straordinario del Comune per la riqualificazione della marina, possibilmente con la partecipazione congiunta di residenti e richiedenti asilo, favorendo così interazione e dialogo. Chiediamo infine che l’Amministrazione intervenga al più presto, affinché i gestori del servizio di accoglienza si adoperino per rendere concreti l’orientamento e l’inserimento sociale degli ospiti; a questo fine, la nostra associazione si mette a completa disposizione per fornire il proprio contributo e la propria collaborazione. Va da sé che si rende però necessario un potenziamento dei servizi, incluso il trasporto pubblico, istituendo almeno due corse dirette in più al giorno per Lecce anche nel periodo invernale altrimenti questi ospiti, con l’arrivo della stagione fredda (come d’altronde accade già a molti autoctoni), resteranno bloccati all’interno della marina senza esercizi commerciali e ricreativi.
Vorremo che Torre Chianca diventi, insomma, un esempio di buona accoglienza. Perché prevenire è meglio che curare.

Daniele Biasco
Presidente Associazione Marina di Torre Chianca

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