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Il Paesaggio: sintesi dell’impronta antropica nel processo storico, culturale ed economico

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Il Paesaggio: sintesi dell’impronta antropica nel processo storico, culturale ed economico
novembre 07
10:12 2018

Cibo, paesaggio ed enogastronomia, sono questi elementi che caratterizzano l’identità di un gruppo umano sino a forgiarlo culturalmente con le sue specificità storiche e geografiche. Non si può’ quindi, prescindere dal cibo e dalle qualità enogastronomiche del paesaggio; questo diventa il risultato
storico di continue ed affannose fatiche dell’uomo che ha saputo plasmarlo in ordine ai suoi bisogni ed ai relativi utilizzi. Il Mondo, così, è divenuto un vero e proprio mosaico di paesaggi la cui impronta umana resta sempre distintiva: l’Asia è il dominio geografico della coltura intensiva del riso, l’Europa del grano, le Americhe con le piantagioni cerealicole dei Farm anglosassoni e delle estancias latine e così via.

Scendendo nel particolare, il paesaggio italiano è la risultante delle vicissitudini storiche dell’uomo: nel centro-nord compare la ricca agricoltura promiscua al servizio delle città e finanziata dalle banche già a partire dal rinascimento; al sud, invece, il paesaggio cambia radicalmente, appare più esteso.
E’ il regno del latifondo, che vede ancora oggi la presenza del ricco proprietario terriero, retaggio della colonizzazione spagnola la cui organizzazione agricola era finalizzata ad arricchire il nobile proprietario terriero grazie alle fatiche di umili braccianti, assoldati dal fattore in relazione ai periodici bisogni della classe nobile e mercantile. E’ questo il tipico modello agricolo a basse rese che ha determinato nella storia un paesaggio monocolturale e monotono privo di dinamiche sociali e funzionali.Il Mezzogiorno d’Italia vede, ancora oggi, grandi centri rurali che non sono città, privi di servizi, di imprese, con un territorio banale.

A partire dal 1950, con la riforma agraria, le terre sino a dieci ettari, vengono via via distribuite ai contadini: inizia così una nuova Era del paesaggio, divenuto più intensivo, più promiscuo, insomma più redditizio; si modifica anche la struttura urbana passando dai paesi fortemente accentrati con un centro storico costituito da minuscole viuzze con case dagli aspetti architettonici spontanei ai caseggiati sparsi, segno di una campagna finalmente antropizzata. Si guardi, a tal fine, come si è radicalmente modificato il paesaggio salentino: masserie prima abbandonate, oggi riprese e ristrutturate per farne agriturismi, turismo rurale e alberghi diffusi. Tutto ciò è diventato un brand, ovvero un marchio inimitabile: buon cibo, vino di eccellenza, qualità di vita al top; insomma, volano per la nostra economia.

PROF. Domenico Stefanelli,
Docente di Geografia Economica e Politica

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