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Lupiae, Perrone: “La maggioranza di Salvemini non vuole salvarla, ma non ha il coraggio di dirlo”

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Lupiae, Perrone: “La maggioranza di Salvemini non vuole salvarla, ma non ha il coraggio di dirlo”
agosto 09
16:41 2018

Paolo Perrone replica al consigliere Gabriele Molendini e torna a parlare della partecipata.

“La nostra scelta politica sulla Lupiae è stata quella di salvare i lavoratori, una scelta coraggiosa che ha comportato enormi assunzioni di responsabilità. È sin troppo evidente che questa maggioranza ha idee diverse sul futuro della partecipata, ma deve avere il coraggio di dirlo ai leccesi e soprattutto ai lavoratori stessi”. Così l’ex sindaco Paolo Perrone torna a parlare della Lupiae replicando alle considerazioni del consigliere di Lecce Città Pubblica Gabriele Molendini.

“Molendini – prosegue Perrone – forse non ricorda che la mia amministrazione ha ereditato una società che perdeva tre milioni di euro all’anno e l’ha lasciata in pareggio. Così come non ricorda che quando sono stato eletto sindaco la Lupiae aveva debiti fiscali per oltre otto milioni di euro e al termine del mio secondo mandato, lo scorso anno, questo carico era stato ridotto a tre milioni e duecento mila euro. Infine non ricorda che io ho preso una Lupiae con 371 dipendenti e l’ho lasciata con 275, un alleggerimento di oneri di personale che non ha comportato nemmeno un licenziamento, ma solo esodi dalla società su base volontaria. Abbiamo fatto una scelta coraggiosa sulla Lupiae, lo abbiamo chiarito subito e adeguatamente spiegato ai lavoratori e a tutti i leccesi, perché la priorità era salvare il futuro di quei lavoratori e delle rispettive famiglie. È sin troppo chiaro oggi che la maggioranza di Carlo Salvemini su questo futuro ha idee diametralmente opposte, nascondendo malamente una ormai storica insofferenza di natura ideologica verso la società. E lo stesso Molendini si incarta con la retorica dei vincoli di legge piuttosto che dire a chiare lettere che sono pronti a mettere la parola fine alla storia della Lupiae.

Per carità – continua ancora – è legittimo compiere una scelta dall’enorme peso politico come quella di non dare continuità alla Lupiae, ma bisogna avere il coraggio di dirlo, fare uno sforzo di chiarezza e di trasparenza che è inderogabile. Invece di ripetere opportunisticamente la cantilena che la vicenda della Lupiae oggi è condizionata dalla legge e non dalla volontà politica. Non è la legge che impedisce di salvare la Lupiae, visto che il codice degli appalti spinge solo a verificare se i servizi sono competitivi sul mercato e la legge Madia impone un piano di ristrutturazione ove ci fossero perdite. È evidente come il sole che questa maggioranza non ha nessuna voglia di farsi carico di una ristrutturazione visto che è la stessa che ha bloccato il piano di lottizzazione (adottato dalla mia amministrazione alla fine del 2016) che avrebbe consentito alla società di monetizzare con la vendita i terreni dismessi a suo favore dal Comune di Lecce.

La verità – conclude Paolo Perrone – è che questa vicenda purtroppo non aggiunge nulla di nuovo a quanto sappiamo sulla maggioranza che governa la città, che difetta di trasparenza e onestà intellettuale, che tende al pasticcio piuttosto che alle risposte efficaci ai bisogni della comunità, che nello specifico ha una singolare intolleranza nei confronti di chi lavora nella Lupiae (proprio quelle persone a cui in campagna elettorale, sotto l’effetto di una terribile amnesia sui famigerati vincoli di legge, è stato promesso l’aumento dell’orario di lavoro), che manca di coraggio. E ricordando Fabrizio De Andrè, proprio come ha fatto Molendini, mi chiedo: Salvemini che fa? “… si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità”. 

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