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La Medicattrice di Gabriella Margiotta domani a Palazzo Bernardini

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La Medicattrice di Gabriella Margiotta domani a Palazzo Bernardini
gennaio 11
16:59 2018

Arte al Bando vi propone una serata in compagnia di Gabriella Margiotta autrice del libro LA MEDICATTRICE, Ed. I Quaderni del Bardo. Potrete conoscere l’autrice-attrice che dialogherà con Annamaria Negro e ascoltare alcuni stralci letti da Anna Dimitri. Introduce la prof.ssa Isabella Oztasciyan Bernardini d’Arnesano. Il tutto si svolgerà venerdì 12 gennaio 2018 alle ore 18.30 presso la sala della Sacra Arcidiocesi d’Italia e Malta Kallinikos Lystron, presso Palazzo Bernardini, in via Marco Basseo, 25-Lecce. Gabriella Margiotta, ci presenta storie che hanno una loro ragione e forza nell’oggi. Una drammaturgia nata dall’incontro e dall’esperienza diretta e quotidiana con persone in carne e ossa, le cui vite devono superare ostacoli e cercano varchi di liberazione verso e dentro l’arte e il teatro. Gabriella Margiotta nasce a Lecce. Si laurea a Roma in medicina. Da anni studia teatro e sta per diplomarsi all’Accademia di perfezionamento teatrale AMA di Lecce.

La medicattrice Gabriella Margiotta, ci presenta storie che hanno una loro ragione e forza nella pre-rappresentatività e pre-espressività. Una drammaturgia nata dall’incontro e dall’esperienza diretta e quotidiana con persone in carne e ossa, le cui vite devono superare ostacoli e cercano varchi di liberazione verso e dentro l’arte e il teatro. Drammaturgia di realtà, senza effetti di finzione e rappresentazione; di persone, senza personaggi e senza maschere. “Fondamentalmente Gabriella Margiotta ci fornisce con questo suo lavoro, una serie di indicazioni molto precise, su una lotta che prima o poi dobbiamo vincere sull’animale che ci si porta dentro, come direbbe il noto cantautore italiano Franco Battiato: l’Ego! Quando lo si sconfigge, quando smette di farci avere un appetito smisurato, per l’ambizione ingiustificata, per la gelosia livorosa, per l’ossessione del possesso, il desiderio di riconoscimento e di riconoscersi nell’altrui giudizio, ecco che liberi si può dire “ … non vado più di fretta!”, come ha scritto di lei Paola Scialpi

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