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Lupiae e Sgm, Paolo Perrone contesta a Salvemini l’annunciata rimozione dei vertici societari

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Lupiae e Sgm, Paolo Perrone contesta a Salvemini l’annunciata rimozione dei vertici societari
agosto 12
10:27 2017

“Qual è il significato dell’operazione di rimozione dei vertici di Lupiae e Sgm?”. Se lo chiede il consigliere comunale di Direzione Italia Paolo Perrone, che analizza criticamente l’annunciata rimozione dei vertici delle due società partecipate.

“Il senso di responsabilità – spiega – dovrebbe imporre scelte nell’interesse delle due aziende, del Comune di Lecce e dei cittadini leccesi. Quindi dovrebbe prevalere senza dubbio la logica di conservazione dei vertici delle due società che hanno ampiamente dimostrato capacità e competenze e che continuano a raggiungere risultati. Del resto, la Lupiae, attraverso le gestioni che si sono susseguite in questi ultimi anni e in particolare con quella guidata dall’avvocato Turi, ha risolto i suoi problemi, avendo raggiunto il pareggio di bilancio partendo da una situazione di tre milioni di euro di perdita all’anno. La Sgm, con la gestione Frasca, è in salute, fa utili e non è certo un caso di azienda che ha bisogno di un cambio.

I vertici di un’azienda, del resto, non sono valutati in base a chi li ha nominati, ma esclusivamente in base ai risultati. Di conseguenza, vanno tenuti quando i risultati sono in linea con le aspettative e vanno rimossi in caso contrario. Per cui in questo caso sostituire i vertici amministrativi delle due società non può che essere frutto dell’istinto brutale alla spartizione cencelliana delle postazioni disponibili. E persino indisponibili, come queste. Non è forse una manovra di spoils system, esattamente ciò che Carlo Salvemini ha sempre contestato alle amministrazioni di centrodestra? Non è forse l’avvio di una operazione che si concluderà con la bilanciata spartizione dei posti di comando delle due società? A me sembra evidente e mi preoccupa che non si tenga conto di squisite ragioni di gestione che indurrebbero a non scomodare chi ha lavorato bene, facendo egregiamente gli interessi dei soggetti che hanno rappresentato e quindi del Comune di Lecce.

Evidentemente – prosegue ancora Paolo Perrone – la ragione vera di tutta questa operazione ferragostana è sistemare qualcuno, cioè qualche amico, qualche trombato che figurava nelle liste di Salvemini o di Delli Noci o ancora qualche fedelissimo di Emiliano o Ruggeri, che con tutta probabilità stanno avanzando le loro pretese anche su questo fronte. D’altronde, in questa primissima fase, la formazione della Giunta, l’individuazione del presidente del Consiglio e la composizione delle commissioni, tutti passaggi molto sofferti, hanno già disintegrato le velleità di indipendenza di Salvemini.

La “natura fiduciaria del rapporto” per Lupiae ed Sgm non c’entra. C’entra la politica, quella brutta e sporca contro cui Salvemini si è sempre scagliato. C’entra la gloriosa “doppia morale” della sinistra, cioè essere intransigenti con gli altri, permissivi o sbadati con se stessi”.

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