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Liberi di essere felici al lido “Terrazza Tutti al mare”, dove l’inclusione profuma di salsedine

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Liberi di essere felici al lido “Terrazza Tutti al mare”, dove l’inclusione profuma di salsedine
luglio 05
10:43 2017

Nella Marina di Melendugno, San Foca, la «Terrazza “Tutti al mare!”» si situa come una perla preziosa incastonata nel più ampio panorama paesaggistico, marino salentino. Una bellezza che va oltre l’estetica e che è costituita dall’inclusione e la valorizzazione delle fragilità. Si tratta, infatti, di un lido attrezzato per persone affette da SLA e da diverse disabilità.
Il progetto, realizzato dal Comune di Melendugno con il contributo della Asl di Lecce, con la partnership per il triennio 2016-2018 di AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), denominato “IO POSSO”, non prende il via da progetti, da freddi seppur utili tavoli tecnici sulla disabilità ma nasce da un’esperienza umana molto forte: quella di Gaetano Fuso, quarant’anni, affetto da sclerosi laterale amiotrofica dal 2014. La realizzazione di questo progetto nasce dal desiderio di Gaetano di poter tornare a immergersi nelle acque della marina di San Foca come prima e più di prima, nonostante la patologia altamente invalidante. “Liberi di essere felici”: è questo lo slogan-desiderio-diritto che lo stesso Gaetano ha espresso e che è stato inciso all’ingresso della «Terrazza “Tutti al mare!”» e che ora accoglie da Agosto 2015, periodo dell’inaugurazione, i suoi ospiti. Così egli non ha dato solo senso alla sua sofferenza ma ha dato e continua a dare nuovo senso alla vita del mondo e a quella di chi, come lui, soffre.
Il sito è totalmente accessibile: dotato di lunghe passerelle, di ausili per permettere alle persone con disabilità l’accesso in acqua (quali la sedia job e sue varianti). In particolare, il team che presiede la struttura è di alta umanità e professionalità: due i bagnini per l’assistenza bagnanti, diversi gli infermieri e OSS specializzati nell’assistenza degli ammalati di SLA, per tutta la durata della stagione, che permette loro di entrare in acqua assicurando la necessaria ventilazione etc., e che comunque prestano il loro competente aiuto per tutte le necessità presentate dagli ospiti con disabilità della “Terrazza”.
Tre, invece, i coordinatori che gestiscono l’accoglienza e le prenotazioni. A livello strutturale, il lido è composto da nove postazioni, tre gazebo per ospiti SLA o in condizioni assimilabili con relativa colonnina, sistema di rinfrescamento Air cooling e ombreggiatura, sei postazioni dedicate a ospiti con disabilità diverse motorie. Presenti inoltre due bagni completamente accessibili con doccia e due postazioni doccia esterne dotate di ausili che permettano lo svolgimento di tutte le operazioni. Degno di nota è il box infermieristico in cui l’ospite SLA o con diversa disabilità riceve la stessa assistenza di cui abbisogna nel proprio domicilio in totale privacy e rispetto per la propria dignità umana. Quest’anno, poi, è stato siglato un protocollo d’intesa con la Polizia di Stato che prevede la messa a disposizione degli atleti Fiamme Oro Salvamento per il servizio di assistenza nel lido. L’associazione 2HE, promotrice tecnica-scientifica-operativa del progetto IO POSSO, ha ricevuto in gestione il lido da parte del Comune di Melendugno che lo ha intanto acquisito, vista l’aumentare delle presenza in “Terrazza”, provenienti da tutta Italia, sta per prevedere insieme al Comune proprio per le utenze che provengono appositamente da fuori regione la mappatura delle strutture ricettive in loco che possono risultare idonee in quanto ad accessibilità degli ospiti con disabilità della «Terrazza “Tutti al mare!”». La fruizione del lido, che per conformazione e servizi offerti rappresenta un unicum in Italia, è totalmente gratuita.
Coloro che volessero ulteriori informazioni e poter prenotare possono registrarsi al sito www.terrazza.ioposso.eu, inviando una email a terrazza.ioposso@gmail.com e telefonicamente al 3661810331.
La “Terrazza” è presente anche su Facebook, Twitter e Instagram con l’account: iopossoltreSLA.

Simone Stifani

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