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Siamo tutti gourmet: l’esasperazione del food nell’epoca dei Social

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Siamo tutti gourmet: l’esasperazione del food nell’epoca dei Social
giugno 30
10:45 2017

Dario De Luca, imprenditore

Viviamo in un’epoca di massima esposizione mediatica e social: siamo iperconnessi, seguiamo programmi tv, pagine fb, personaggi televisivi con sempre maggiore attenzione. Se i personaggi e i programmi di punta fino a qualche anno fa riguardavano principalmente il più classico star system con cantanti, attori e soubrette, oggi le vere star della tv sono gli chef. Ogni emittente televisiva, infatti, oggi ha il suo programma gastronomico, che si vada dalle semplici ricette a vere e proprie sfide a colpi di coltello e mattarello.

Il risultato di questa tendenza ha i suoi lati positivi e negativi: lo spettatore, infatti, non guarda inerme gli show culinari, bensì cerca di farne propri i concetti principali, qualche ricetta, in maniera particolare le mode gastronomiche, e in qualche modo lo spettatore diventa uno spettatore-gourmet, sempre più attento al cibo, alla qualità e alla freschezza della materia prima, alla ricercatezza, alla novità e alla professionalità. Questo è certamente un bene per tutti i professionisti del settore food and beverage ai quali oggi il cliente può riconoscere con più facilità i frutti di un duro lavoro perché, ovviamente, ne sa qualcosa in più, ha visto come funzionano una cucina e un servizio da ristorante attraverso la tv e può quindi apprezzare maggiormente il lavoro e la passione degli addetti ai lavori che incontra quando si interfaccia in situazioni di eventi, cene e cerimonie.

Il fattore negativo, però, non si fa attendere: succede, infatti, che questa eccessiva esposizione ai temi della cucina, tramite anche il pullulare di blog tematici sul web, porti alla sua esasperazione. Sempre più persone esasperano il lato gourmet della cucina, guardando con ossessione al lato prettamente estetico così come dimostrano le milioni di foto scattate su Instagram a piatti belli ma non necessariamente buoni. Viene definito da alcuni esperti “Food Porn” perché il cibo per molti è diventato la nuova pornografia. La passione e l’amore per la cucina sono antichi, ma di recente questa passione si è tramutata in ridondanza, estetica esasperata, un edonismo legato al cibo, che sia vegan, macrobiotico, fruttariano e così via.
Ciò che dimentichiamo troppo spesso è che il cibo non è fatto solo dal piacere di guardarlo e postarlo sui social, piuttosto è fatto per stare insieme, mangiare e bere in compagnia è quanto di più sociale ci possa essere, condividendo davvero un’esperienza sensoriale quale può essere un piatto semplice, cucinato in famiglia, o una cena ricercata da godersi in coppia. Mangiare, parlare, bere, sorridere: il cibo, gourmet o fatto in casa, deve sempre mantenere la sua funzione sociale.

 

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Rubrica a cura di Dario De Luca, imprenditore, ideatore di Kokopelli Street Cocktail Bar.

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