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WIMUST: work in progress per la scuola estiva a Lisbona e secondo esperimento di integrazione

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WIMUST: work in progress per la scuola estiva a Lisbona e secondo esperimento di integrazione
giugno 09
10:09 2017

I robot sub convincono i revisori europei e ora gli esperti sono in fervente attività in vista della Scuola Estiva di Lisbona che si terrà a fine mese e del secondo esperimento di integrazione previsto a luglio, a Sines, Portogallo.

Il Progetto europeo di Robotica subacquea WiMUST, supportato da Horizon2020, diretto da ISME di Genova, Centro Interuniversitario di Sistemi Integrati per l’Ambiente Marino, e coordinato da Giovanni Indiveri dell’Università del Salento, ha ottenuto un giudizio più che positivo in seguito all’incontro che si è svolto nel marzo scorso a Massy, centro a pochi chilometri da Parigi, ed ha visto impegnati tutti i partners europei (provenienti da Portogallo, UK, Francia, Germania, Italia e Olanda) e i Membri della Commissione Europea preposti alla valutazione.

Il team di WiMUST è ora al lavoro per organizzare dal 27 al 28 giugno prossimi la seconda Summer School di WiMUST che si svolgerà presso l’ IST Istituto Superior Técnico di Lisbona, in collaborazione con la prima edizione della prestigiosa Marine UAS Summer School.

Nella seconda metà di luglio, inoltre, si svolgerà il secondo e importantissimo esperimento di integrazione che a Sines, in Portogallo, identica location del primo wet test.

“Ora siamo nel terzo ed ultimo anno di attività e siamo motivati a dare il massimo per chiudere in bellezza quest’esperienza unica. – sottolinea il team del progetto WiMUST- Siamo orgogliosi di avere una Summer School in collaborazione con IST di Lisbona e siamo certi che sarà una splendida esperienza per tutti i partecipanti. Invitiamo, anzi, gli interessati, a prendere visione del programma completo sul nostro sito ufficiale www.wimust.eu nella sezione dedicata, che viene continuamente aggiornata.”

“Ovviamente siamo soddisfatti del giudizio espresso dai revisori incaricati di monitorare lo stato di avanzamento di WiMUST, e ci stiamo organizzando per il prossimo esperimento di integrazione, tappa fondamentale del nostro progetto europeo.”. – spiegano gli esperti che lavorano con gli innovativi robot sub. L’esperimento è stato fissato per la seconda metà di luglio e vedrà impegnati tutti i partner europei per alcuni giorni a Sines, dove confluiranno i robot Folaga, Medusa e le imbarcazioni e tutte le attrezzature necessarie.

WiMUST: Il Progetto Europeo WiMUST, www.wimust.eu, è supportato nell’ambito di Horizon2020 e coinvolge Università, Enti di Ricerca e aziende da sei Paesi d’Europa (Portogallo, UK, Francia, Germania, Italia e Olanda). Il coordinatore del progetto è il professor Giovanni Indiveri, docente di Robotics e Fondamenti di Automatica presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento.

La caratteristica fondamentale di WiMUST consiste nell’uso di una squadra di robot marini autonomi cooperanti, in grado di ottimizzare la qualità dei dati di rilevamento e variare la geometria della formazione per l’esplorazione.

Le tecniche fino ad ora utilizzate per l’esplorazione geotecnica e geofisica dei fondali, prevedono l’utilizzo di una nave che rimorchia una sorgente acustica, in grado di generare un suono che penetra la colonna d’acqua illuminando il fondale. Il segnale di ritorno è acquisito da gruppi di ricevitori (idrofoni) montati lungo cavi (streamers) a loro volta trainati in superficie dalla nave. L’insieme degli streamer formano un’antenna acustica di geometria prestabilita. La visione alla base di WiMUST è quella di sviluppare sistemi avanzati di controllo cooperativo, per consentire ad un gran numero di robot marini di interagire attraverso la condivisione di informazioni, come un vero e proprio team.

Si lavora, infatti, per ottenere un sistema alternativo in cui ogni streamer sarà trainato da un robot subacqueo. I robot potranno essere più vicini al fondale e ci si aspetta, di conseguenza, una migliore qualità del segnale; inoltre si punta a disaccoppiare la sorgente acustica dai ricevitori permettendo di cambiare la forma dell’antenna acustica ottimizzando quindi le caratteristiche dei rilevamenti.

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