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RIAPRE IL MUSEO PUBBLICO PIÙ ANTICO DI PUGLIA

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RIAPRE IL MUSEO PUBBLICO PIÙ ANTICO DI PUGLIA
giugno 14
17:07 2019

«Alla città di Lecce e al Salento oggi non restituiamo semplicemente un museo, restituiamo un pezzo di storia e un luogo dove viverla, consumarla, abitarla. Con tecnologie innovative e immersive. Più smart e accessibile, dagli anziani fino ai bambini. Perché la cultura non può essere per pochi né solo appannaggio di chi può permettersi di comprare un biglietto, al contrario, è diritto di tutti e un’arma potentissima per abbattere i muri contemporanei, a favore dell’incontro e del dialogo. E per la Regione Puglia era ed è tutta lì la sfida. Una sfida che non poteva certo compiersi in solitudine e limitandosi al mero restauro del Museo, ma lavorando insieme ai singoli territori, alle istituzioni, gli operatori, le associazioni locali, per un piano di gestione a lungo termine del patrimonio. In sostanza abbiamo voluto rovesciare la medaglia: non più prima il restauro e poi, forse, un’idea di fruizione, ma il restauro in funzione del progetto di fruizione. È stato un percorso lungo ma oggi, finalmente, raccogliamo i primi frutti e sono frutti che sanno delle nostre comunità, e di futuro», commenta Loredana Capone, assessore all’industria turistica e culturale della Regione Puglia.

Le novità? Tante, tantissime. Le scopriremo insieme il prossimo 22 giugno, quando tutti gli spazi del Museo saranno restituiti alla città con una serie di interventi site-specific concepiti per permettere una fruizione innovativa e visionaria dei 5.000 metri quadri di spazi espositivicompletamente rinnovati, dopo il restauro volutodall’Assessorato all’industria turistica e culturale dellaRegione Puglia, che da circa un anno, con la nascita dei Poli Biblio Museali, e avvalendosi della collaborazione del Teatro Pubblico Pugliese – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura, ne ha assunto la cogestione con la Provincia di Lecce,  divenendo un originale  modello gestionale  a livello nazionale. L’inaugurazione sarà unagrande festa aperta alla città ealle sue comunitàche si aprirà all’esterno con il concerto Pangea. Una terra, un mare, un popolo, diretto da Carolina Bubbico con Eliseo Castrignanò. Insieme condurranno l’Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento OLESin un percorso musicale dedicato al mare e a differenti geografie: Salento, Africa, Palestina, Bulgaria, Grecia sino ad arrivare in Brasile e in Messico. All’interno del concerto anche alcuni omaggi alle voci che dal sud hanno spiccato il volo lasciando un grande segno: Tito Schipa e Pino Daniele. Il concerto sarà la colonna sonora del museo anche in futuro.

Per l’accesso al concerto, 200 inviti saranno a disposizione del pubblico dalle ore 21: per ottenere un posto basterà scrivere una mail all’indirizzo direzionepolobibliomuseale.lecce@regione.puglia.it entro le ore 14 del 18 giugno e ritirare il biglietto presso il Museo Castromediano entro le ore 14 del 20 giugno.

La visita negli spazi museali si aprirà con lo spettacolo de La Notte della Tarantaispirato all’operaBachi da setola dell’artista Pino Pascali. Le coreografie del Corpo di ballo La Notte della Taranta, sulle note di “Pizzica di Stifani”, racconteranno il minimalismo mediterraneo, tra materiali pop e immaginario trasmediale, di Pascali. In scena i ballerini Laura Boccadamo, Cristina Frassanito, Francesca Sibilio, Carla Del Giudice, Marco Martano, Stefano Campagna, Francesco Bax e Nick Simonetti. I musicisti coinvolti sono: Stefania Morciano, Peppo Grassi e Leonardo Cordella.

La serata sarà introdotta dall’intervento Musei beni nostridi Giuliano Volpe (Consiglio Superiore dei Beni Culturali) e dai saluti di Luigi De Luca, direttore del Polo biblio-museale, Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, Loredana Capone, assessore all’industria turistica e culturale della Regione Puglia, Stefano Minerva, presidente della Provincia di Lecce, Carlo Salvemini, sindaco della Città di Lecce, Thalita Vassali, direttore servizio gestione e valorizzazione dei musei e dei luoghi della cultura, Mibac, Maria Piccarreta, soprintendente archeologia belle arti e paesaggio per le province di Brindisi Lecce e Taranto.

Ad accogliere il pubblico, il personale del museo e i protagonisti del progetto MUA (Musei Accoglienti). Quest’ultimi indosseranno alcuni abiti dell’atelier di moda Migrants du Monde, fondato dalla Cooperativa Sociale onlus Orient-Occident su iniziativa della Fondazione ORIENT-OCCIDENT con sede in Marocco.

Nelle sale del museo i visitatoritroveranno:

–       Cinque bachi da setola e un bozzolo di Pino Pascali, capolavoro della scultura internazionale del XX secolo. L’opera, tra le più significative dell’artista pugliese scomparso prematuramente nel 1968, è stata acquisita di recente dalla Regione Puglia dalla Collezione Fabio Sargentini per la Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare. Lecce è la prima tappa di un tour che toccherà punti nodali dell’intero territorio pugliese, in diretta connessione con i grandi attrattori culturali regionali, tra i quali Castel del Monte, a significare quanto l’opera sia diventata parte del patrimonio culturale condiviso di tutta la Puglia e del Mezzogiorno. Al termine del viaggio, l’opera troverà definitiva collocazione nella sala dedicata della Fondazione Pascali a Polignano a Mare. Il tour si svolge nell’ambito del progetto Pascali50, le celebrazioni a 50 anni dalla scomparsa dell’artista.

–       The Human Tools, film dell’artista Nico Angiuli curato e promosso da Cittadellarte – Fondazione Pistoletto in stretta partnership con il Museo Sigismondo Castromediano. L’opera è tra i progetti vincitori della III edizione del bando Italian Council(2018), concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo. Angiuli partendo dal significato della parola robot, dal ceco robota,letteralmenteschiavo o lavoratore forzato, sviluppa un’indagine sul corpo, vivo o macchinico che sia, inteso come attrezzo: dallo schiavismo antico alle sex dolls dotate di AI sino all’indottrinamento di stampo politico, o industriale con il fenomeno “tutto nuovo” degli Islaves.

 

–       La colonnina di Patù e l’archeologia dei Messapi.L’estrema sintesi ed il condensato del racconto del passato di questa terra è un reperto, testimone eccezionale di tre degli elementi maggiormente connotanti gli antichi abitanti di questa terra, i Messapi, vale a dire l’andar per mare, la lingua scritta e l’espressione del sacro. Oggetto di per sé parlante con il suo ruolo identitario, espressione di una civiltà, quella messapica, che a un certo punto della storia – magari ancora un po’ confuso e nebuloso – in queste terre si forma, si distingue e si differenzia da civiltà altre. E lo fa con gli apporti dal mare, con l’arrivo di genti, oggetti, merci, idee, religioni, miti, tecnologie, immagini, alfabeti. Questo piccolo lacerto di quella che doveva essere una colonnina votiva lo racconta senza tutte le parole che oggi gli archeologi hanno bisogno di utilizzare. Così semplicemente, con pochi graffi su un pezzo di pietra, alcune navi e una sequenza di lettere che ne fanno un capolavoro dell’arte antica.

 

–       Samar, un video-mapping di Hermes Mangialardo, che deforma la facciata del museo Castromediano per rappresentare visivamente il viaggio musicale orchestrato da Carolina Bubbico durante il concerto inaugurale. Di volta in volta sarà come essere catapultati nei luoghi da lei evocati, tra suq e bazar, fino alle pianure bagnate dal Danubio e poi oltre sino al sole del Brasile, con il mare – che unisce popoli e culture – a fare da filo conduttore.

 

–       Memore Muto.Installazioni sonore sperimentali negli spazi del museo, realizzate con il coordinamento di CoolClub. Il progetto rientra nel festival Sud-est indipendenteed è finanziato da Mibac attraverso il Fondo unico dello Spettacolo e da Regione Puglia nell’ambito del bando triennale sullo spettacolo dal vivo. Il sound artist Francesco Giannico propone un’installazione sonora nella sala che ospita i Bachi di Pascali, a conferma che l’arte contemporanea sollecita confronti dialettici tra differenti linguaggi.

 

–       Opere in cantiere. Il merchandising identitario è modello di raccolta di produzioni creative, capaci di narrare i simboli e le vestigia dell’arte di un territorio. Di più: il design contemporaneo può diventare azione positiva nel suo incontro con le collezioni ed i simboli del passato. Il primo risultato del progetto “Merchandising museale”, che il Teatro Pubblico Pugliese ed il Polo biblio-museale di Lecce stanno realizzando, sarà l’esposizione di opere inedite di design in occasione della riapertura del Museo, selezionate grazie a una call pubblica.

Tutti i progetti saranno accessibili gratuitamente, dal martedì alla domenica dalle 9 alle 24, il martedì dalle 15 alle 24, fino al 31 agosto.

«Il museo è lo scrigno che custodisce la storia, preservandola dall’indifferenza: sono felice che questo luogo, grazie alla sinergia fra istituzioni, possa tornare a vivere, a emozionare.

Il Museo Castromediano tornerà dunque ad essere quel trait d’union che concilia il valore unico della storia con l’innovazione odierna, combinandoli insieme e donando alla città di Lecce e alla provincia tutta un luogo in cui la comunità possa godere della cultura. Perché la cultura, nonostante la inesorabile velocità e volatilità di oggigiorno, è ancora capace di emozionare, di stupire, di accogliere, di avere una funzione sociale.

Per questo motivo non posso che ringraziare Regione Puglia, l’Assessore Loredana Capone e il direttore Gigi De Luca per l’eccellente lavoro svolto.

Da giovane Presidente della Provincia sono orgoglioso di tutto ciò che è stato fatto: la nostra terra può essere ancor più attrattiva e competitiva grazie all’impegno profuso, in questi anni e ultimi mesi soprattutto, da tutti noi».

Stefano Minerva, Presidente della Provincia di Lecce

«I musei grandi, piccoli e piccolissimi lavorano affinché la bellezza sia per tutti, perché, come ci ricorda Giuseppe Montesano, “Se non è per tutti la bellezza è un’infamia”. Questo anniversario del Museo Sigismondo Castromediano cade nel pieno di un processo di riforma del sistema dei luoghi e delle istituzioni culturali. Un percorso di ammodernamento che riguarda l’intero paese ed in cui la Puglia c’è con la piena consapevolezza dell’importanza della valorizzazione del Patrimonio Culturale.

La Regione Puglia ha saputo trasformare le difficoltà in cui la riforma delle Provincie aveva messo i musei e le biblioteche, in una occasione di rilancio di tutto il comparto dei Beni Culturali grazie al Piano Strategico della Cultura.

Il Castromediano è un museo accogliente, dove nessuno è straniero perché tutti lo siamo.

Con uno spazio per il lavoro in comune, un ambiente favorevole alle nuove idee e alle nuove imprese, un museo per i bambini, per apprendere e crescere a contatto con l’arte del passato e uno sguardo sul futuro, uno spazio per il relax, per ritrovarsi, meditare, al riparo dal caos del mondo. Un museo capace di riproporre ogni giorno lo stupore e l’enigma dell’appuntamento con la bellezza. Vi aspettiamo!».

Luigi De Luca, Direttore del Polo biblio-museale di Lecce 

 

«Lecce e il suo Museo: solo una congiunzione a stabilire per decenni la relazione che è intercorsa tra la città di Lecce e il Sigismondo Castromediano. Due realtà disgiunte: la prima, la città, in costante evoluzione e aperta al mondo, il secondo arroccato su se stesso e depositario di un sapere esclusivamente elitario. Un luogo austero, distante, freddo.

Oggi Lecce diventa il suo Museo: un luogo inclusivo, in ascolto, aperto al territorio e alle interazioni, con gli ambienti tutti visitabili. Il sapere varca le austere mura della struttura e si offre al cittadino e al visitatore, in un rapporto dialogico per costruire la comunità della conoscenza.

Il Teatro Pubblico Pugliese è onorato di essere parte di questo processo e sarà al fianco del Direttore del Polo Biblio Museale, Luigi De Luca, supportandolo nella gestione del museo e dei Poli di Brindisi e Foggia, e dell’Assessore all’Industria turistica e culturale, Gestione e valorizzazione dei beni culturali, Loredana Capone, per declinare al meglio le politiche culturali della Regione Puglia, codificate nella strategia PiiiL. La collaborazione tra il Teatro Pubblico Pugliese e il Polo biblio-museale si è sostanziata con una serie di progetti, tra i più significativi: MUA (Musei Accoglienti), Muse Musei Musiche e le mostre su Scanderberg e Menadi danzanti».

Marco Giannotta, Vice Presidente del Teatro Pubblico Pugliese

 

«Il marchio istituzionale del Museo Castromediano è il principale strumento di comunicazione istituzionale e rappresenta il nome del museo storico, con una tipografia bastoni e senza grazie, segno di solidità e modernità. Ha in evidenza con il segno e con il colore il carattere della “O” centrale, che viene graficizzato in simbolo.

Il simbolo è articolato in una serie di frammenti di cerchi concentrici, che ricordano la planimetria modernista del museo, il segno grafico che contraddistingue la trozzella messapica e insieme la circolarità del tempo.

Il colore principale del logo è il grigio scuro tipico degli arredi e dei fondali dei vasi custoditi nella collezione del museo. Il colore in evidenza è invece l’oro, luminoso e potente, simbolo della preziosità della collezione, che posizionato strategicamente al centro del marchio lo “illumina”.

Sulla campagna di comunicazione per la promozione della “Riapertura” del Castromediano abbiamo scelto l’immagine storica di Sigismondo Castromediano, che interpreta il claim “l’antico è contemporaneo” in tono pop, grazie all’uso di pattern e simboli l’immagine storica infatti viene reinterpretata in linea con la contemporaneità».

Donata Bologna, Designer, autrice della nuova identità visiva del Museo Castromediano

 

«Siamo orgogliosi di contribuire, in qualità di partner tecnologici, a questo percorso caratterizzato dalla contaminazione di storia e innovazione, inedito per il nostro territorio.

L’Intelligenza Artificiale permette di  sviluppare soluzioni impensabili fino a qualche tempo fa e di valorizzare la fruizione dei Beni Culturali. Stiamo lavorando ad  una soluzione tecnologica all’avanguardia che guiderà i turisti alla scoperta delle ricchezze del più antico museo pugliese adattandosi alle loro esigenze: un chatbot dalle sembianze di Sigismondo Castromediano proporrà esperienze  personalizzate sulla base degli interessi degli utenti, interagendo con loro e scegliendo i paesaggi più adatti a seconda che siano bambini, adolescenti o adulti. Un’esperienza coinvolgente, diretta e interattiva che sfrutterà le nuove frontiere tecnologiche per rendere la visita museale unica e personale».

Sabrina Sansonetti, Business Executive di Noovle, Premier Partner di Google Cloud

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