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IRENE LUNGO A VISITE D’ARTISTA 2019,

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IRENE LUNGO A VISITE D’ARTISTA 2019,
aprile 16
13:35 2019

La primavera è arrivata da quasi un mese, e quando arriva la primavera vuol dire che per gli ospiti della Casa per la Vita “Artemide” di Racale è tempo di Visite d’artista. Ed è una primavera speciale, come lo è qualsiasi incontro umano in grado di suscitare emozioni positive. Infatti, “alla terapia farmacologica che è ovviamente necessaria – sostiene il sociologo Walter Spennato, ideatore del progetto e coordinatore della struttura – ci piace affiancare la “terapia emotiva”, fatta di musica, musicisti e cantanti, e soprattutto di dialogo, una terapia dunque senza effetti
collaterali”. La seconda Visita d’artista, di questo nuovo ciclo di incontri, si terrà giovedì 18 aprile, alle ore 17.00: ospite della struttura residenziale sarà Irene Lungo, psicologa clinica, insegnante di tecnica vocale e cantante professionista la Lungo esordisce come cantante solista all’età di 17 anni per un primo tour in varie regioni italiane con il maestro Beppe Barra e la compagnia di Lino Cannavacciuolo. Nel 1999 entra a far parte come cantante solista della band di Eugenio Bennato nel progetto “Taranta Power”, per una serie di tour estivi e invernali in Italia e all’estero per tre anni, periodo nel quale partecipa a numerosi festival internazionali. Nel 2001 nasce una collaborazione duratura con il maestro Adnan Hozic, in seguito alla quale approfondisce il repertorio dei paesi dei Balcani, divenendo una delle interpreti più interessanti. Da quella diventa la voce nelle band Opa Cupa, Giro di Banda, Taranta virus e Balkanja. L’anno successivo entra a far parte della compagnia di teatro-musica di David Riondino con il quale collabora fino al 2003, anno in cui entra a far parte del Gruppo operaio di Pomigliano d’Arco È Zezi con i quali collabora per sei anni. Contemporaneamente viene ingaggiata dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare diretta da De Simone per un tour estivo e con Enzo Avitabile con cui attualmente collabora. Nel 2018 fonda in collaborazione con Cinzia Marzo, Silvia Gallone, Maria Mazzotta e l’iraniana Shadi Fati un progetto di musica world al femminile Hysterrae, volto all’incontro tra diverse culture.
Chiuderà il 9 maggio il ciclo primaverile delle Visite d’artista il contrabbassista Marco Bardoscia, fresco del suo nuovo album “Tempo di Chet” con Paolo Fresu e Dino Rubino. Al fine di sensibilizzare e coinvolgere chi intende avvicinarsi alle tematiche dell’inclusione sociale e del disagio mentale è possibile prenotarsi per assistere ad una “Visita d’artista” chiamando in struttura: l’evento è aperto a 10 persone.

ALTRO…
Le “Visite d’artista” sono innanzitutto incontro. Un incontro tra persone fino a quel momento sconosciute. Persone che si raccontano e si ascoltano. E questo scambio è curativo, terapeutico. Sono incontri carichi di emozioni, perché ogni storia raccontata è un pezzo di vita vissuta, un destino non sempre fortunato. Ma a provare forti emozioni non sono solo gli ospiti della struttura, ma anche l’artista che viene a fargli visita. “Tutto ha una doppia direzione quando due vite s’incontrano. Poi gli artisti regalano agli ospiti la loro arte, eseguendo brevi performance, ma che per gli ospiti diventano spettacoli indimenticabili” – sostiene ancora Spennato. Il progetto “Visite d’artista” s’inserisce nella logica di creare momenti di “contatto” tra due mondi così vicini eppure così lontani: quello “esterno” alla struttura, la società – che non è ancora perfettamente informata sui “disturbi mentali”, ed è quindi vittima di pregiudizi e false credenze – e quello “interno”, la comunità residenziale, una comunità di persone che ha bisogno di fare esperienze sempre nuove, di relazionarsi con gente capace di “toccare” in un modo particolare le corde delle loro emozioni. La musica nasce dalla sensibilità dell’artista e quasi sempre produce emozioni in chi la ascolta, specie quando questa è legata ad alcuni momenti particolari della nostra vita. Le “Visite d’artista” hanno – spiega ancora Spennato – una duplice valenza: una terapeutica, che s’innesca nello “scambio emotivo” tra l’artista e gli ospiti della struttura; uno scambio tra persone, uno scambio umano e artistico-performativo; in secondo luogo il progetto mira a sensibilizzare
l’opinione pubblica, attraverso gli artisti, alle tematiche dell’inclusione sociale e sul disagio mentale.

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