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Mi rifiuto di affondare: così la Bon Jovi diventa ambasciatrice di legalità all’interno del Carcere di Lecce

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Mi rifiuto di affondare: così la Bon Jovi diventa ambasciatrice di legalità all’interno del Carcere di Lecce
febbraio 23
10:39 2019

Un progetto coraggioso e visionario quello dell’Associazione Calasanzio Cultura e Formazione. Un progetto che vedrà coinvolti i detenuti del Carcere di Lecce Borgo San Nicola e una barca utilizzata da scafisti per traghettare migranti. Bon Jovi solcherà di nuovo il mare con una nuova missione: diventare ambasciatrice di legalità e speranza.
La barca sarà il cuore del laboratorio avviato all’interno della Casa Circondariale di Lecce, tramite il progetto “Operatore/operatrice per la realizzazione di manufatti lignei”, finanziato dalla Regione Puglia.

LA CRONACA. Era il 26 maggio del 2018 quando un’imbarcazione con a bordo 60 migranti di nazionalità curda, pakistana e indiana giunse al largo di Santa Maria di Leuca, a 11 miglia dalla costa. Stipati in sottocoperta, nelle cabine di bordo, uomini, donne e tanti bambini.
Localizzata dalla Guardia di Finanza, impegnata nell’operazione “Poseidon Sea 2018”, il veliero chiamato Bon Jovi (lunghezza circa 12 metri, di colore bianco e scafo blu, battente bandiera statunitense) viene posto quindi sotto sequestro.
Poteva finire così una delle tante e tristi pagine di cronaca del fenomeno migratorio che coinvolge il Salento, da sempre terra di frontiera. Oggi invece trova un finale migliore.

IL PROGETTO. Grazie alla firma di un protocollo d’intesa tra Associazione Calasanzio Cultura e Formazione, Alba Mediterranea, Casa Circondariale di Lecce, Assonautica provincia di Lecce, i detenuti diventeranno i protagonisti della rinascita dell’imbarcazione. Il motto Mi rifiuto di affondare indica la seconda vita del veliero, ma anche il monito per gli stessi detenuti in cerca di una seconda chance. Una volta ristrutturata grazie alla guida dei maestri dell’azienda Schiavone, Bon Jovi sarà rimessa in mare e utilizzata per fini sociali e culturali. L’imbarcazione è stata infatti affidata, in custodia giudiziale, con facoltà d’uso, dalla Procura della Repubblica di Lecce all’Associazione di Promozione Sociale Alba Mediterranea.
Scopo del restauro è il riutilizzo di Bon Jovi per l’integrazione e l’inclusione sociale di soggetti svantaggiati, utilizzando quali “strumenti” educativi e terapeutici il mare e la navigazione.
A bordo ci saranno ragazzi in esecuzione penale che, grazie all’aiuto di Alba Mediterranea, impareranno che l’umiltà, il senso del limite, il sacrificio sono valori necessari.

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