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“Diario di un Brutto Anatroccolo” e “Corri Dafne” di Factory Compagnia Transadriatica in Francia e Svizzera

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“Diario di un Brutto Anatroccolo” e “Corri Dafne” di Factory Compagnia Transadriatica in Francia e Svizzera
agosto 29
09:41 2018

Proseguono all’estero gli appuntamenti con gli spettacoli di Factory Compagnia Transadriatica. Nonostante il mancato riconoscimento ministeriale e l’esclusione dal Fus – Fondo Unico dello spettacolo, la compagnia salentina continua ad affrontare lunghe tournée nazionali e internazionali, ospite di importanti festival in giro per il mondo. Mercoledì 29 agosto al Festival Au bonheur des momes di Le grand Bornand in Francia in scena il fortunato “Diario di un Brutto Anatroccolo“, co-prodotto con Tir Danza per la regia di Tonio De Nitto.Sabato 1 e domenica 2 settembre “Corri, Dafne!“,  coprodotto con Tessuto Corporeo, di e con Ilaria Carlucci per la regia di Alberto Cacopardi sarà presentato al Festival Internazionale di Narrazione di Arzo, quartiere del comune svizzero di Mendrisio, nel Canton Ticino. Le tappe sono sostenute anche grazie alla Programmazione Internazionalizzazione della scena teatrale e coreutica pugliese 2018 sostenuta da Unione Europea, FSC, Regione Puglia – Assessorato Industria Turistica e Culturale, Teatro Pubblico Pugliese, PIIIL.

Dopo una ricca tournée nazionale e internazionale (con numerosi premi al Kotor Festival of Theatre for Children in Montenegro e al Festival di Hamedan in Iran), “Diario di un brutto anatroccolo” approda, dunque, nel prestigioso e longevo festival diretto da Alain Benzoni che, dal 26 al 31 agosto, ospita 85 compagnie per oltre 500 spettacoli di teatro, circo, danza, burattini, musica, arte di strada, narrativa o performance e un focus con 18 compagnie dedicato al teatro tout public italiano. In 26 anni, il Festival – che ha conquistato un pubblico ampio e fedele stimato in 90mila persone – è diventato una risorsa economica decisiva e promuove l’attività nel villaggio di Grand-Bornand e nell’intera valle del Thônes. Nello spettacolo si gioca con leggerezza e creatività a trasformare piccoli elementi contemporanei per evocare ogni singola situazione della fiaba, attraverso le musiche originali composte da Paolo Coletta che reinterpreta Tchaikovsky assieme alla collaborazione al movimento coreografico di Annamaria De Filippi, alle luci di Davide Arsenio, ai costumi di Lapi Lou e alle scene di Roberta Dori Puddu. Sul palco Ilaria Carlucci, Luca Pastore, Fabio Tinella e al suo debutto sul palcoscenico Francesca De Pasquale. “Diario di un brutto anatroccolo” coniuga il teatro e la danza a partire da un classico per l’infanzia di Andersen. Uno spettacolo attraverso il quale Factory, dopo una “Cenerentola” lontana dagli stereotipi e la Caterina protagonista scomoda e non allineata de “La bisbetica domata” di Shakespeare, continua l’indagine sul tema della diversità/identità e dell’integrazione attraverso un linguaggio semplice ed evocativo.

Lo spettacolo “Corri, Dafne!” è tratto, invece, dalle Metamorfosi di Ovidio. In tutte le storie che si rispettino c’è un bosco, e non è mai un luogo sicuro. Bene che ti vada nel bosco perdi qualcosa, se non te stesso. All’inizio di questa storia, invece, bosco vuol dire casa, calore. Ci abita una ninfa sottile, leggera, selvatica: Dafne, figlia di un fiume e della Terra. Dafne corre, rotola, si arrampica, vola tra le fronde, desiderosa di scoprire nuovi mondi oltre il bosco conosciuto. Il cielo sopra gli alberi è irradiato dalla luce del carro del Sole guidato da Apollo, il più bello tra tutti gli dei, spocchioso, egocentrico, tanto desiderato quanto sprezzante. Due mondi lontani, separati, quelli della ninfa e del dio, fino all’intervento dispettoso di un paio d’ali spennacchiate e due frecce malandrine… quelle di Cupido, il bambino eterno. Apollo ama per la prima volta e il desiderio lo domina, lo acceca. Dafne fugge dinanzi all’amore, con la testa e il cuore oltre l’ultima quercia, oltre il corso del fiume. L’antico mito delle Metamorfosi di Ovidio prende corpo in una narrazione dai personaggi sanguigni, vitali, preda delle passioni e dell’istinto, invasi da forze sconosciute che ne sconvolgono il piano della realtà, lasciandoli stravolti, confusi. Così che mentre il dio Apollo si ritrova a confrontarsi con la propria umanità, Dafne adolescente vive il tempo euforico dell’attesa, nutrendo il sogno dell’andare, misurato sulla ricerca del confine fra l’amore per l’altro e l’amore per sé. Frutto di una ricerca espressiva che mira all’integrazione dei linguaggi del teatro di narrazione e del teatro fisico, lo spettacolo, nato della collaborazione fra le compagnie Tessuto Corporeo e Factory Compagnia Transadriatica, si pone di indagare il tema dell’identità, attraverso la riscrittura di un mito antico che, ben lontano dal mito contemporaneo dell’onnipotenza umana, ci costringe a fare i conti con la precarietà e la fatalità delle cose del mondo. “Corri, Dafne!” è uno spettacolo per bambini e ragazzi, dedicato ai loro sogni: a quelli che si avverano, e a quelli che gli restano negli occhi.

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