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Enza Pagliara, la sua “Marea” e una nuova etichetta

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Enza Pagliara, la sua “Marea” e una nuova etichetta
luglio 01
10:00 2018

La sua voce regala emozioni da ben 18 anni nell’ambito del Festival Notte della Taranta, la sua ricerca continua nel tempo le ha permesso di trasmettere al pubblico la sensibilità melodica e il senso ritmico dei cantori della tradizione facendola divenire, senza ombra di dubbio, una tra le interpreti più rappresentative della musica popolare del Sud. Raggiunta dalla nostra redazione, Enza Pagliara ha raccontato passato, presente e futuro della sua carriera tra pizzica e nuovi progetti discografici partendo proprio dall’atteso concertone: “Il periodo della preparazione del festival richiede una concentrazione particolare però alla fine c’è sempre un incantesimo nell’incantesimo che accade. All’interno della sala prove ci sono talmente tante energie che passa tutta la fatica – afferma la cantante per poi entrare nel merito della musica popolare – Siamo in un momento politico inquietante per certi aspetti: da una parte abbiamo questi grandi modelli di modernità dove il denominatore comune è consumare e dall’altra parte veniamo da una cultura, quella della nostra terra, fatta di un utilizzo rispettoso delle risorse, senza sprechi. 
Anche attraverso il canto, a mio avviso, si può far vedere che è possibile un altro mondo, vivere in armonia, anche al minimo, tenendo l’essenza della vita. Il canto per me è una metafora della vita attraverso il quale si invita a ritornare ad una vita più semplice. La musica popolare ci può insegnare a decelerare e a ripartire da quello che abbiamo, valorizzandolo, e anche mettere in risalto quest’identità che ci differenzia dagli altri”.

Per Enza Pagliara, voce solista della Notte della Taranta dal 2001, si tratta della 18esima edizione quest’anno: “Dal primo anno, con il Maestro Piero Milesi, si intuiva nell’aria che il festival sarebbe diventato così grande. La formula magica della Taranta ha fatto sì che molti rivendicassero le proprie origini con orgoglio perché l’esigenza di tornare alle radici era presente nell’animo di molte persone”.

All’orizzonte per l’interprete anche un nuovo disco e una nuova etichetta che la vedono impegnata nella rivalutazione della cultura locale mediante i canti: “Marea è il primo disco che faccio interamente a doppio nome con Dario Muci. L’idea alla base è quella di tornare all’essenziale: a differenza di quello che abbiamo fatto individualmente nei dischi precedenti, non c’è una formazione fissa in tutti i brani ma in questo lavoro abbiamo immaginato dei quadri sonori. Si tratta di un disco di ricerca e riproposta allo stesso tempo, con due brani inediti al suo interno. La grande novità è l’etichetta con cui lo abbiamo realizzato, “Nauna Cantieri Musicali”, una produzione dal basso ideata da me e Dario per promuovere la cultura locale occupandoci di nuove produzioni ma anche di pubblicare registrazioni sul campo, video, tutto ciò che è stato realizzato da noi e da altri ricercatori riportando le testimonianze ancora presenti dei portatori dei canti, dei cunti e delle tante sfaccettature della tradizione”.

 

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