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INDUSTRIAL THERAPY: le arti visuali al servizio della riqualificazione urbana della zona industriale di Lecce

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INDUSTRIAL THERAPY: le arti visuali al servizio della riqualificazione urbana della zona industriale di Lecce
novembre 07
11:21 2017

Dal 22 al 29 ottobre la zona industriale di Lecce è stata teatro della residenza artistica prevista dal programma Industrial Therapy, laboratorio per scultori, writers, ricercatori, fotografi, urbanisti e creativi che ha come obiettivo quello di indagare la dimensione spaziale della zona industriale con programmi annuali di residenza.

Scopo del progetto è proprio studiare ed intervenire sulle criticità di questo tessuto urbano, far evolvere la percezione della zona industriale e renderla fruibile attraverso l’arte con interventi che abbraccino l’intero spettro delle espressioni artistiche contemporanee immaginando un vero e proprio metodo di riqualificazione e rigenerazione urbana che caratterizzi una zona della città considerata marginale e di passaggio.

Il programma Industrial Therapy nasce nel 2015 da un’idea di Caterina Quarta, architetta leccese che, fin dal suo rientro nel capoluogo salentino, ha deciso di dedicare parte del suo interesse professionale e di ricerca alle dinamiche dello spazio urbano che caratterizza la zona industriale della città di Lecce.

A curare la selezione degli artisti coinvolti Francesco Buonerba e Nicoletta Guglielmucci di WONDERLUST#rome, un progetto nato per creare una rete localizzata che metta in luce il ruolo vitale dell’arte contemporanea a Roma e in Italia, valorizzando il potenziale dello scambio culturale tra operatori italiani e stranieri. La direzione artistica e la documentazione visuale è invece affidata alle fotografe leccesi Francesca fiorella e Alice Caracciolo, founder di LO.FT, spazio culturale del capoluogo salentino che si dedica all’arte visuale e in particolare alla fotografia contemporanea, attraverso attività di formazione, editoria e mostre.                                                     La prima edizione, tenutasi nell’estate 2016, ha avuto per oggetto d’indagine lo spazio di confine tra la dimensione privata abitativa ed il contesto urbano industriale che la circonda e ha visto l’artista Pepe Gaka (Giuseppe Percivati all’anagrafe) realizzare il murale “Floating” sul prospetto esterno di KOLOR BnB, come elemento di valorizzazione artistica del percorso transitorio che porta dall’area industriale alla struttura.

Il tema invece scelto per caratterizzare le seconda edizione di Industrial Therapy è “Cesura”.

Dopo la call lanciata nel mese di agosto, tra i tanti partecipanti nazionali ed internazionali accorsi, vincitori della residenza sono stati gli artisti del collettivo MADA, formato dalla pittrice e curatrice siciliana Marina Catalano e dallo scultore salentino Dario Giancane con l’opera “Uovo Cosmico”.

La scultura proposta da MADA consiste nella realizzazione di un nido nel quale è inserito un uovo, attraverso un’installazione che contempli e rielabori i concetti opposti di cesura e passaggio. Un elemento, quindi, che, in quanto simbolo arcaico di unione e riparo, faccia decadere la rottura ad oggi esistente tra la città e la zona industriale.

L’opera è realizzata con matasse ferrose di scarto, recuperate dall’azienda “La Ferrosa”, sponsor di questa edizione del programma, ed è stata inserita, grazie al patrocinio del Consorzio ASI e alla messa in opera di “Verde Ambiente”, in una delle rotonde all’interno della zona industriale (la prima rotonda all’ingresso della zona industriale venendo da viale Taranto). Ad appoggiare l’iniziativa, oltre alle aziende nominate, anche EMMEPIGAS srl, Quarta Caffè Spa e Digital Copy srl.

“Uovo Cosmico” sarà visibile e visitabile al pubblico a partire da domenica 5 novembre.

Dario Giancane nasce a Lecce nel 1982. Si laurea col massimo dei voti in decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce nel 2006. L’artista si forma e lavora, con precoce e sicura vocazione, accanto al padre riconosciuto maestro del ferro battuto dal quale acquisisce i segreti di una tradizione antica. ll suo lavoro si scontra con la durezza del ferro plasmando e incidendo tutti i tipi di leghe metalliche soffermandosi con maggiore estro sulla tecnica dell’ageminatura. La difficoltà del mezzo espressivo, la superficie dura e la forza creativa del fuoco contribuiscono alla alta qualità delle sue opere. Dal 2003 la sua carriera artistica riscuote consensi e grande interesse nell’ambito del design e dell’arte contemporanea.

Marina Catalano, pittrice, nasce a Palermo il 21 Gennaio 1977, Italia. Dopo gli studi classici ha frequentato le accademie di belle arti di Brera, a Milano e di Palermo dove ha conseguito la laurea in “Arti visive e Discipline dello spettacolo”, ha partecipato a numerosi workshop e seminari in “Progettazione artistica per l’impresa e Design del prodotto”. Pittrice da cavalletto dall’età di 13 anni, fonda le basi della sua ricerca pittorica sulla condizione, esistenziale e psicologica dell’uomo contemporaneo e sulla denuncia sociale. Diverse le sue esperienze nell’art promotion e nella curatela dell’arte contemporanea museale, scrittrice freelance ha recensito numerose mostre per cataloghi e testate cartacee. Dal 1994 le sue opere pittoriche hanno partecipato ai più importanti concorsi internazionali d’arte contemporanea.

Per informazioni

www.industrialtherapy.it

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