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Il gruppo consiliare del Pd al Comune di Lecce replica ai Revisori

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novembre 09
15:57 2015

Ci riesce molto difficile capire la levata di scudi da parte dei membri del Collegio dei Revisori del Comune di Lecce, che stanno trasformando la nostra sollecitazione a dar corso ad una legge vigente dello Stato, in un attacco mirato alla loro professionalità, che non è mai stata messa in discussione.

Noi abbiamo puntato il dito, invece, contro un metodo discrezionale e illogico che, fino ad oggi, ha permesso – ovunque in Italia, non solo a Lecce – ai controllati di scegliersi i controllori. Lo Stato si è reso conto di questa stortura e vi ha posto rimedio con il sorteggio in Prefettura. Francamente, parlare della politica che abdica a se stessa, in questo caso, ci pare forzato e fuori luogo perché la norma, al contrario, così com’è stata modificata, tutela tutti, per primi i dottori commercialisti che, se hanno i requisiti richiesti dall’albo del Ministero, potranno essere sorteggiati senza dover chiedere niente a nessuno.

Il sorteggio, inoltre, eviterà di assistere alle scene a cui abbiamo assistito durante il consiglio comunale del 23 ottobre del 2012. Vogliamo ricordare cosa successe in quella occasione? La maggioranza, prima, “concesse” alla minoranza di indicare il terzo membro del Collegio, poi, siccome la nostra scelta ricadde su un revisore uscente non gradito al sindaco, perché aveva, in passato, sollevato perplessità sugli atti dell’amministrazione, cambiò rotta e orientò il voto in altro modo.

Ecco, è questo criterio di scelta al centro della questione, non la professionalità dei revisori. È questo metodo che la legge, giustamente, ha voluto cambiare. Per cui, basta false polemiche e inutili ipocrisie. Ora non resta da fare altro che uniformarsi alla legge.

 

Il gruppo consiliare del Pd al Comune di Lecce

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