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Allarme povertà a Lecce, colpito anche il ceto medio. La proposta di Poli Bortone

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gennaio 28
21:17 2015

povertaIl terzo rapporto su povertà ed esclusione sociale “La carità al centro”, realizzato ogni anno dalla Caritas assieme al dipartimento di Scienze Sociali dell’Università del Salento, conferma quanto è possibile notare semplicemente guardandoci intorno con maggiore attenzione.
La povertà, a Lecce, c’è e non riguarda solo delle ristrette cerchie sociali. Nel rapporto della Caritas, al contrario, emerge come proprio il ceto medio rasenti oggi la soglia della povertà.

A vivere in condizioni di disagio economico sono anche impiegati e insegnanti, ossia i lavoratori dal reddito basso, che vanno avanti con somme intorno ai 250 euro al mese.
Le famiglie povere a Lecce sono diventate 8mila circa nel giro di poco tempo. Oltre ai giovani, che trovano sempre meno lavoro e meno appagante rispetto al loro titolo di studio, anche gli anziani vivono condizioni di elevato disagio.

polibortoneA commentare la drammatica situazione è la senatrice Adriana Poli Bortone, la quale ha lanciato la proposta di una conferenza cittadina prima e provinciale poi per discutere di queste nuove povertà in seguito alla quale poter poi stilare un documento che trovi riscontro nei bilanci comunali per cercare di far fronte a questo disagio dilagante.

“I dati rivelano, laddove non ce ne fossimo accorti direttamente, una realtà sconcertante quale è quella dell’impoverimento del ceto medio a Lecce che si è visto costretto a mantenere lo stesso livello di reddito in presenza di un aumento dei prezzi, ma soprattutto dell’aumento esponenziale delle tasse a partire dai comuni. Purtroppo le politiche sociale degli stessi comuni salentini non stanno sapendo affrontare una situazione che certamente non si risolverà in tempi brevi. Per questo penso che sarebbe auspicabile nell’immediato avviare una conferenza cittadina prima e provinciale poi sulla povertà e un documento di impegno nelle politiche sociali che trovi riscontro effettivo nei bilanci comunali. Tra l’altro oggi è la giornata in cui molte donne impegnate in politica, anche nel Pd, si sdegnano per la mancanza di donne al governo greco. Ci piacerebbe che le stesse espressioni di dissenso si manifestassero alla lettura dei dati della Caritas e che dalle espressioni di sdegno si passasse rapidamente ai fatti su queste problematiche sociali”, afferma la senatrice dall’ufficio di presidenza di Fratelli d’Italia-An.

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